Toscana
Cup-tel: visite fissate al telefono
Anna Cecchini
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Da sinistra Andrea Berardinelli, Luca Bianciardi, Rosa La Mantia, Monica Calamai e Luca Lavazza. Lo staff è stato ospite della redazione del Tirreno. Calamai e il suo staff presentano i prossimi servizi Asl
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LIVORNO. Attivazione dell'ospedale di comunità, nuovo padiglione per l'area materno-infantile, avvio del CupTel per prenotare le visite mediche via telefono da qualunque area della provincia e una serie di nuovi primari, non solo nell'ospedale cittadino ma anche nei presidi territoriali. A tutta Asl. A un anno e mezzo dalla nomina, il direttore generale dell'azienda sanitaria Monica Calamai e il suo staff direzionale quasi al completo (Rosa La Mantia, direttore sanitario fino al primo ottobre, Luca Lavazza, direttore di staff e prossimo direttore sanitario, Luca Bianciardi, epidemiologo e responsabile della riorganizzazione di strutture e servizi sanitari e Andrea Berardinelli, responsabile del settore ricerca e sviluppo) fanno il punto dei progetti portati a termine e di quelli che sono in cantiere. Il capitolo numero uno è tutto incentrato sulla realizzazione della nuova struttura ospedaliera. Nuovo ospedale. «La necessità di un nuovo ospedale è chiara - dice la direttrice -, lo dice anche il comitato per il referendum. È una necessità evidente ai cittadini e a chi ci lavora, che opera in una struttura che risale a ottanta anni fa, inadatta a una sanità moderna». L'Asl, dopo l'accordo di programma firmato nel maggio scorso è pronta ad affrontare la sfida, sapendo di essere vincolata dall'esito del referendum. «A seconda di come si esprimeranno i cittadini - dice Calamai - è ovvio che ci saranno cambiamenti di programma. Il progetto è blindato perché collegato alla collocazione a Montenero. Se questa cambiasse bisognerà rivedere tutto il piano, sia quello progettuale che il correlato percorso di scambio di beni pubblici». Sull'ipotesi di lasciare l'ospedale nel centro cittadino Calamai sorride. A spiegare quanto questa ipotesi sia insensata ci pensa Bianciardi: «Il comitato ha citato come esempio l'ospedale Careggi, è una citazione eroica. Nella programmazione iniziale il nuovo Careggi era esterno al vecchio complesso. La realizzazione attuale, lo so perché insieme al dottor Lavazza lavoravo lì, è stata un calvario organizzativo. Ci sono infiniti problemi di mobilità e parcheggi, e poi anche quello è pur sempre un ospedale a padiglioni, vecchio stampo, impensabile per una sanità efficiente e moderna». Ospedale di comunità. Entro la fine dell'anno nell'ospedale di Livorno (all'inizio con 12 posti letto), poi nei primi mesi del 2011 anche in quelli di Piombino e Portoferraio, sarà attivato l'ospedale di comunità (in progetto l'incremento dei posti letto nella struttura di comunità già avviata a Cecina). Basato sul concetto di assistenza diversificata ospiterà quei pazienti che, dopo essere stati curati all'interno della struttura ospedaliera "vecchio stampo", devono ricevere assistenza quotidiana ma hanno superato la fase acuta della patologia per cui vengono ricoverati. Per chiarire facciamo un esempio: in caso di ictus o infarto un cittadino verrà portato nell'ospedale "regolare". Qui resterà giusto il tempo di curare la fase acuta, poi sarà trasferito nell'ospedale di comunità, dove rimarrà per il periodo di degenza necessario a farlo riprendere completamente. Nell'ospedale di comunità, che per quanto riguarda Livorno in un primo tempo sarà ospitato all'interno della struttura di viale Alfieri con 12 posti letto affiancati al reparto di medicina e in un secondo tempo dovrebbe spalmarsi sul territorio (con alcuni posti letto nei vari distretti sanitari della città), saranno i medici generici ad occuparsi delle cure ai pazienti (probabilmente con visite mirate), ovviamente coadiuvati dalla presenza costante di infermieri e assistenti sanitari. «L'ospedale vero e proprio - spiega Luca Lavazza - sempre di più deve avere il ruolo di risorsa estrema, bisogna curare i pazienti nella fase acuta, con degenze brevi. Poi sul territorio sorgeranno questi "contenitori assistenziali" per le cure mediche e infermieristiche a lungo termine». Contenitori che, come spiega Calamai, potranno garantire assistenza anche a quei tanti pazienti con problemi sociali o familiari che ancora oggi, con il "vecchio" modello sanitario dell'ospedale unico intasano le corsie con degenze lunghe e non motivate da gravi problemi di salute. Nuovo padiglione materno-infantile. Cambia completamente l'organizzazione dei reparti di ostetricia-maternità e pediatria. Da marzo infatti saranno unificati e formeranno il reparto materno-infantile, che sarà trasferito nell'ottavo padiglione completamente ristrutturato. Una scelta, quella di creare uno spazio adeguato a puerpere e bambini, che la direzione sanitaria spera possa servire anche a contenere - e magari invertire - un trend che vede centinaia di partorienti della città spostarsi su altre strutture (Pisa, ma anche Cecina) per dare alla luce i loro bambini. «Il contesto strutturale - spiega Bianciardi - in cui si trova oggi il reparto di ostetricia e maternità certo non invoglia le donne a partorire a Livorno». Quando parla di contesto poco invitante Bianciardi si riferisce allo stato di degrado della struttura, di certo aggravato dalle scritte che, a testimonianza della gioia di intere famiglie per la nascita di figli e nipoti, tappezzano non solo il reparto di maternità, ma anche le scale di accesso al padiglione. Da un po' di tempo Asl si sta occupando di far ripulire i muri (la parte in marmo) e ha scelto la linea dura. «Naturalmente - dice - queste scritte non saranno più tollerate. Oltretutto è cambiata la normativa che le considera come "imbrattamenti", quindi perseguibili penalmente. Lo stiamo spiegando ai cittadini che frequentano il reparto e, in un caso, abbiamo invitato anche una famiglia a contribuire alle spese di pulizia e ripristino dei muri». CupTel e tracciabilità delle protesi. Grazie a uno sforzo di informatizzazione del sistema sanitario locale, che ha già permesso l'attivazione delle centrali uniche di pre-ospedalizzazione per snellire le liste di attesa delle operazioni chirurgiche, e con l'intento di operare in un clima di sempre maggiore trasparenza, sarà avviato un sistema di tracciabilità delle protessi. Interessante, e molto utile per i cittadini, anche il CupTel. «Entro la fine dell'anno - dice Andrea Berardineli - sarà creato un numero verde che le persone potranno contattare. Parleranno con un operatore di call-center, che potrà visionare tutte le procedure aziendali, e fornirà la data dell'appuntamento per il tipo di visita medica richiesta. L'operatore fornirà anche un numero con il quale il cittadino, per pagare il ticket, potrà andare alle varie casse automatiche presenti nei presidi Asl o addirittura nelle tabaccherie, dove verrà attivato un servizio di pagamento attraverso Lottomatica». Nuovi primari in arrivo. A Livorno, nei prossimi mesi, nasceranno le unità operative di chirurgia vascolare (l'attività adesso è portata avanti da un professionista collegato al reparto di chirurgia), di ematologia e di gastroenterologia con indirizzo endoscopico. Per queste tre unità, oltre che per quella di pneumologia (il cui primario è andato in pensione), Asl ha bandito i concorsi per la ricerca di nuovi responsabili medici. Tre bandi di concorso per altrettanti primari anche nelle strutture sanitarie della provincia. Martedì prossimo è previsto il colloquio per individuare il responsabile della radiologia di Piombino (posto vacante da anni). Poi toccherà alla ginecologia di Cecina, anch'essa vacante dopo il pensionamento dell'ex primario, e infine al responsabile dell'unità operativa di nefrologia per l'intera area Cecina-Piombino-Elba, primariato di nuova creazione.
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