Lutto
Città blindata per scovare il bandito
Lara Loreti
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I rilievi dei carabinieri al supermercato in viale Petrarca Raddoppiati i controlli a farmacie, tabaccherie e supermercati
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LIVORNO. Raddoppiano i controlli e le forze in campo per scovare il rapinatore con la pistola. È in corso una caccia senza confronti al bandito che lunedì ha rapinatori il Penny di viale Petrarca. Per la polizia, sarebbe lo stesso che il giorno dopo ha colpito al bar Tassara in via Mentana. Ieri vertice in Procura sull'argomento. I dirigenti della polizia e dei carabinieri si sono incontrati con la pm che segue i casi delle rapine, Fiorenza Marrara, per confrontare i dati e mettere a punto la strategia antirapina. Nell'ultimo mese ci sono stati almeno dodici colpi, di cui due a persone e gli altri a negozi, tra tabaccherie, farmacie e un compro oro (in via Cesare Battisti, la polizia ha diffuso l'identikit nei giorni scorsi). Alcune di queste rapine, secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri e della squadra mobile della polizia, sarebbero collegate. In particolare, potrebbero essere opera della stessa mano le aggressioni a Sirio Savi (3 settembre), al marocchino di 23 anni a Shangai (28 agosto), la rapina alla tabaccheria di via Cestoni (26 agosto), le ultime due al Penny (20 settembre) e al bar Tassara (21 settembre). Il rapinatore, secondo quanto emerso dalle testimonianze più recenti, sarebbe un uomo di 40-45 anni del sud Italia, forse del Napoletano. Alto circa un metro e 80, robusto, dalla carnagione scura e gli occhi castani, il bandito è armato di un revolver, che non esita a usare per assicurarsi il bottino e poi garantirsi la fuga. Al Penny ha agito a volto scoperto, mentre negli altri casi ha usato un passamontagna o un cappuccio. Agisce con un complice, che lo accompagna in scooter e poi scappa. In un primo tempo, gli investigatori avevano il sospetto che il rapinatore che colpisce in città fosse lo stesso che domenica scorsa a Riotorto (Piombino) ha sparato in un ristorante. Tuttavia, da un'analisi più approfondita è emerso che le modalità d'azione dei due sono diverse: il bandito di Riotorto ha esploso i colpi verso l'alto. Il titolare del locale infatti è stato ferito al torace e al gomito, mentre l'autore degli agguati in città finora ha sempre sparato verso il basso. Diversa anche la modalità di fuga: il primo su una Punto, pare da solo; il secondo su uno scooter guidato dal complice. Un punto controverso su cui gli investigatori stanno lavorando riguarda la nazionalità del bandito. Dalle testimonianze del colpo al Penny, era venuto fuori che potesse essere dell'est Europa. Sembrava infatti che il malvivente avesse un accento straniero. I testimoni del colpo da Tassara invece sono certi che si tratti di un italiano che parlava con la cadenza napoletana. A questo punto gli investigatori non escludono che il malfattore cambi accento ogni volta per confondere le vittime e quindi coloro che indagano. Ieri mattina nel corso della riunione in Procura le forze dell'ordine hanno deciso la linea da seguire. Per prima cosa è stato ribadito l'aumento delle pattuglie in giro per la città, soprattutto quelle in borghese, nelle fasce orarie più a rischio: prima mattina, primo pomeriggio e chiusura. Per fare questo, essendo le forze in campo sempre le stesse dal punto di vista numerico, le pattuglie impegnate nei servizi nella zona di piazza XX Settembre sono state dirottate verso quegli obiettivi ritenuti sensibili per le rapine. E cioè farmacie, tabaccherie e supermercati. Lo scopo degli investigatori è di riconoscere il bandito (al Penny ha agito a volto scoperto) e sorprenderlo in flagranza. Oltre ai controlli in strada, squadra mobile della polizia e i nuclei operativo e investigativo dei carabinieri stanno svolgendo attività di indagine riservata. A questo scopo sono stati convocati in questura e al comando le vittime delle rapine per riconoscimento di foto dei presunti autori e confronto di dati.
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