Il Tirreno

Livorno

Il processo per la Porto 2000

I giudici ammettono le intercettazioni

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 LIVORNO. Primo round all'accusa nel maxi-processo per i peculati e le fatture false alla Porto di Livorno 2000. Il collegio giudicante ha, infatti, respinto le eccezioni di alcune difese, che avevano chiesto la non utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche effettuate durante le indagini preliminari.  La Procura, attraverso il pubblico ministero Massimo Mannucci, ha invece ribadito il diritto a utilizzare il materiale raccolto in sede di indagine. Sono 26 gli imputati in questo procedimento: fra loro, l'ex direttore della Porto di Livorno 2000 Bruno Crocchi. Proprio il suo legale, l'avvocato Vinicio Vannucci, aveva chiesto che le intercettazioni, effettuate fuori dai locali della Procura in quanto la sala dotata dei necessari impianti non era ancora pronta, fossero definite inutilizzabili.  I giudici, nell'ammettere le intercettazioni (per la cui trascrizione sarà affidato l'incarico a un perito nell'udienza del prossimo 30 settembre) hanno invece respinto la richiesta di ammettere, come prova, una consulenza grafologica ordinata dal giudice civile nella causa che la Porto 2000 ha promosso contro Crocchi per la questione della firma sulle fatture: l'ex direttore l'aveva disconosciuta, l'elaborato chiesto dal giudice ha invece confermato che appartiene proprio all'imputato.

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di Redazione web