Gioco
Gli ultrà: «Si ricordino i morti uccisi dai militari». Il sindaco: «Non ci sto». Taradash: «Ci sono gruppi provocatori»
È bagarre anche sui fischi al minuto di silenzio
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LIVORNO. Nel pomeriggio di ieri il sindaco Alessandro Cosimi ha ricevuto in Municipio il generale Federico D'Apuzzo, comandante della Brigata Folgore, per la visita di commiato, perché nei prossimi giorni lascerà il comando della Brigata per altro prestigioso incarico. E' stata anche l'occasione per la presentazione ufficiale del nuovo comandante, il colonnello Carmine Masiello. L'incontro, inoltre, è stata l'occasione per il definitivo chiarimento sulla mancata presenza del gonfalone della città ai funerali del tenente Alessandro Romani. «Un episodio indubbiamente spiacevole - si è rammaricato il sindaco Cosimi - che però assolutamente non intacca il rapporto che ha sempre legato la città alla Brigata Folgore e alle Forze armate». Ma la successiva comunicazione sul tema in consiglio comunale ha scatenato una vera e propria bagarre. Dopo le parole di Cosimi, alcuni ultrà della curva hanno cominciato a gridare: «Perché non fate un minuto di silenzio per tutte le persone che sono state ammazzate dai militari?». Il sindaco ha ribattuto: «Non ci sto, ricordatevi che le forze armate sono anche un pilastro della nostra Resistenza», ma poi è dai banchi del centrodestra che sono arrivati interventi duri. Taradash ha parlato di «gruppi provocatori che non perdono occasione per mostrare la loro inciviltà», Amadio ha attaccato Cosimi e Kutufà: «Siete incoerenti, uno ha parlato di errore di comunicazione, l'altro di assenza dovuta al consiglio provinciale». Ruggeri (Pd) ha provato a stemperare i toni: «Non continuiamo a farci del male, è dovere di chi rappresenta le istituzioni condannare certi atteggiamenti». Giannini (Sel) ha argomentato così: «Esprimere solidarietà per un uomo morto è il minimo, ma qui si fa strumentalizzazione: perché spostare la discussione sulla Folgore e i centri sociali? Io sono anti militarista e in un paese democratico voglio essere libero di dirlo». Lorenzo Cosimi (Prc) è sulla stessa lunghezza donda: «Allo stadio non si facciano commemorazioni quando muore un ex presidente della Repubblica o un militare».
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