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Benzina rubata, in dieci chiedono di patteggiare
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LIVORNO. Vogliono patteggiare i dipendenti del gruppo D'Alesio coinvolti nell'indagine per il maxi-furto di carburante. E con loro anche gli autotrasportatori. Si tratta di una decina di persone, che si trovano agli arresti domiciliari e per le quali dalla metà di aprile sono scattate le misure cautelari. Le richieste di patteggiamento sono state avanzate a indagini preliminari ancora in corso e hanno ottenuto il consenso del pubblico ministero Massimo Mannucci, titolare dell'indagine eseguita dalla polizia stradale. Il giudice per le indagini preliminari Rinaldo Merani deciderà il prossimo 6 ottobre se accoglierle o no. Le pene più alte vengono ipotizzate, al momento, per i cinque dipendenti del gruppo D'Alesio. Si tratta di Corrado Rezzonico, 45 anni di Pescia, direttore del deposito; Fabrizio Landi, 59 anni di Fauglia, piazzalista capo, e di tre impiegati della sala controllo, tutti livornesi. Sono Antonio Filini, 53 anni Luca Spagnoli, 36 anni, e Fabio Vatteroni, 58 anni. Per loro la pena da patteggiare è di tre anni e mezzo. Più bassa l'entità delle pene per gli autotrasportatori, i cui difensori si sarebbero accordati per due anni e mezzo. Sono Alessandro Benedetti, livornese di 65 anni; Marco Biasci, 44 anni di Vicarello; Federico Frontonesi, 43 anni di Ponsacco; Massimo Greco, 42 anni di Livorno e Roberto Ulivieri, 49 anni, di Livorno. Bersaglio fisso. Anche il rapinatore delle tabaccherie sembra preparare i suoi colpi, ma nel suo caso dimostra, se si può definire in questo modo, una maggiore "professionalità": studia con cura i negozi da assaltare, e sceglie il momento più favorevole per entrare e rapinarli, dopo essersi coperto il volto. Anche lui minaccia le vittime con una pistola, ma finora non l'ha mai usata.
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