Gioco
Un nuovo inizio dopo la bottiglia
2 MINUTI DI LETTURA
Sono incazzato. E disperato. E bevo. E sto cedendo. Anche se uso tutti i trucchi che conosco: sequenza, quantità, pause. E più improbabili teorie: forma dei bicchieri, colore dei liquidi. Agguanto un altro bicchiere e caracollo fino al salone, mi appoggio a un angolo, la guardo. È bellissima. Ancora di più, ora che ha smesso tutti gli orpelli da sposa ed è inguainata di un semplice bianco. Lei si volta, consapevole della mia presenza. Come è sempre stato tra noi. Mi saluta con lo sguardo e mi fa un cenno: “Aspetta”. Giro l’indice: “Dopo”. Mi volto e vado via. Non voglio vederla ma non ce l’ho con lei, solo con me stesso. Mi rendo conto di essere innamorato di lei da sempre. L’ho capito davvero solo quando mi ha telefonato: “Mi sposo”. Entro nella prima stanza che trovo. C’è un mobile bar. Mi sto servendo di whisky invecchiato quando lei entra: “Eccoti! Che combini?”. “Non lo vedi? Rubo un po’ di liquore serio”. “Che stai dicendo? Pensavo avremmo parlato. È da stamani che non ti fai vedere”. “Hai ragione, non ti ho ancora salutato”, dico. E poi: "Bacio alla sposa!". È un attimo: infilo il medio e l’indice nella scollatura e la attiro a me. La lingua cerca di infilarsi tra i denti serrati. Lei resta ferma per un attimo, poi si divincola e si stacca. Mi guarda con gli occhi fuori dalle orbite e mi dà uno schiaffo. Forte. Io barcollo e lei ansima e trema, le labbra tirate in un ghigno. Mi afferra la nuca con la mano e mi bacia, violenta. La sua lingua mi riempie la bocca mentre mi si aggrappa addosso, con rabbia. Poi mi morde il labbro, a sangue, e mi spinge, mandandomi a sedere su un divano: “Stronzo!”. E corre via. Sono paralizzato, incapace di capire il senso di quello che è successo. Solo dopo aver vomitato l’alcol in eccesso il mio cervello comincia di nuovo, lentamente, a funzionare.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
