Il Tirreno

Livorno

Un altro treno davanti a me

M.A.B.
Un altro treno davanti a me

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Un altro treno passa davanti a me, come quella volta. Un altro treno, poi un altro e un altro ancora e quando comincia a far buio mi alzo dalla panchina e lentamente mi avvio verso casa. Stare alla stazione è diventato un passatempo, guardo la gente, immagino storie. Mi piace inventare inganni e vanità e per un pò mi sembra di esser viva. Poi,quando tutto si confonde, riaffiora quella sottile pena, che sale dal passato, come un’onda che si gonfia dentro il petto. E ti rivedo su quel treno! Avrei potuto fermarti, trattenerti in qualche modo, ma non l’ho fatto, per rispetto. E così, come tutte le sere, tu sei appoggiato lì e se mi volto mi sembra di vedere il tuo sorriso, così generoso non l’avevo mai visto. Ti veneravo, ti guardavo da lontano, sognavo nelle mie veglie una gioia rubata. Poi, come fa il vento quando spazza via ogni cosa, te ne sei andato: un semplice, composto addio. Cosa sarebbe stato se quel giorno alla stazione ti avessi chiesto di restare, ti avessi stretto a me... Avrei potuto parlare ai tuoi occhi luminosi e catturare il tempo che svaniva nella sera, dirti, gridarti, che mai sarei vissuta senza te, ma sono rimasta lì, immobile. Ora è tardi. Domani stessa panchina, stesso passatempo: il treno delle quattro e venti, poi un altro e un altro ancora.

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