Sicurezza
Scriva, de cuius hereditate agitur
Claudia Mantellassi
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Scriva, dottore. Dove eravamo rimasti? La casa di via Poli. Quella a Lucia e ai bimbi. Scriva così. A Sara e Marco. Sono cento metri quadrati, con una bella terrazza. Poi c’è la bottega, che è a metà con Lucia. Al Banco di Roma ciò impegnato qualche soldo. Titoli. Non mi chieda cosa, lì fa tutto il Mini che è un ragazzo in gamba. Un povero vecchio non può badare a tutto, dottore mio. Nel libretto alla Posta ciò trentamila euro precisi. Metà per uno ai bimbi, scriva così. L’orto invece lo lascio a Maria, una cara amica, ma non lo voglio scrivere qui. Dice che non si può? E come si fa, trovi una soluzione, lei che ha studiato. Mi sono sposato presto e Lucia è come un pezzo del mio corpo. Lei se lo taglierebbe un braccio? Ci siamo amati tanto, sempre insieme dappertutto. Meno che all’orto. La campagna non le è mai piaciuta. Sono dieci anni che vado da solo. Maria l’ho conosciuta che faceva asparagi. Brava donna, senza il cervello di Lucia, ma sapesse che lavori, dottore. Piena di passione, di baci, di carezze, m’ha fatto ritornare giovanotto. E poi mi aiuta al campo. Vedesse come bada ai pomodori e alle cicorie. Che ci fanno Lucia e i bimbi con l’orto, dottore? Scriva, s’inventi un modo che non offenda nessuno. Non li ho fatti soffrire da vivo, vuole che lo faccia da morto? E quell’altra povera donna, anche a lei mi sono affezionato, sa? Vuole che non le lasci un aiuto, a lei e a quel disgraziato. Guardi, gliela dico tutta. Ci ho fatto un figlio con Maria. Non è venuto bene. Un infelice che non capisce niente, ma vedesse lei come gli sta dietro. Più dei pomodori e delle cicorie. Come dice? Gli tocca tutto, come a quegli altri? Non dica così dottore, che mi spaventa. Meno male che da morti non si sente e non si vede più nulla, se li immagina, sennò, Lucia e i bimbi?
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