Rapitore di pietra preziosa
Mari P.
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Carissimo, ti ho conosciuto 27 anni fa, ero una ragazzina ed anche tu; tu miravi a qualcosa di molto pregiato per me ed io non avevo intenzione di perdere questa “pietra preziosa” con facilità. Nella realtà questa guerra sottile l’hai vinta tu, come è giusto che sia avvenuto. Tuttavia per molto tempo sei stato un pò il mio nemico, il ragazzo che mi ha portato via quello che avevo di più caro nella vita. In questi anni ho imparato a conoscerti e a volerti bene, né meno di alcuni né più di altri, semplicemente bene a te! Ed ecco le parole che non ti ho mai detto: grazie per essere diventato un uomo e per proteggere la mia “pietra preziosa”; grazie per aver fatto esistere due splendide creature, per averle educate, rese mature e piene di affetto e libertà; grazie per essermi stato vicino, come sai fare tu 4 anni fa ed oggi; grazie per non essere mai stato indiscreto nella mia vita; grazie per avermi aiutato ogni volta che te l’ho chiesto. Talvolta ti osservo e cerco di interpretare i tuoi silenzi, non è semplice entrare in relazione con te, sei molto introverso e sei stato in passato molto provato dalla vita, io provengo da un’educazione e da un vissuto molto diverso dal tuo e francamente ogni volta che ho provato ad avvicinarmi a te, ho trovato non poche difficoltà e paure semplicemente dovute a degli aspetti caratteriali. Concludo dicendoti in tutta sincerità che non ho mai avuto la volontà di giudicarti, che ogni volta che ti vedo a lavorare nella tua casa ti stimo e ti rispetto, ma soprattutto mi incanti ogni qualvolta il tuo sguardo si posa sui tuoi figli. Ti voglio bene, “rapitore di pietra preziosa”.
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