Il Tirreno

Livorno

Quella meravigliosa paura di averti accanto

Elena Bertolucci
Quella meravigliosa paura di averti accanto

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Ricordo ancora la prima volta che ti incontrai, quando stringendomi la mano pronunziasti il tuo nome. A distanza di dieci anni ancora il mio pensiero contempla quell’istante in cui le nostre anime sono apparse l'una all'altra e i nostri destini si sono incrociati. Molti i flash che tornano a far visita alla mente mia. I nostri sguardi che molto comunicavano a noi che, in silenzio, vedevamo tramutarsi in parole. Il tuo cercarmi, il mio nascondermi. Quel sottile gioco di rincorrersi a vicenda senza mai toccarsi, che allora tanto mi entusiasmava, ma che adesso vorrei essere riuscita ad evolvere in qualcosa di più. Il mio sorriso a trentadue denti stampato in faccia dall'imbarazzo dell'incontrarti inaspettatamente. Il tuo avanzare verso di me nel tentativo di disfare quel nodo che vincolava le emozioni mie. Il mio retrocedere all'indietro per impedire a quella divina follia e a quello scalpitare di sentimenti di manifestarsi senza reticenza e raggiungere il tuo cuore. Troppe le parole che non ti ho detto, ma che tu sei riuscito a cogliere, benché il mio cuore fosse paralizzato dalla vergogna e serrato dalla paura. Tanti i rimproveri rivolti a me stessa per questo amore non detto e mai confessato. Assurdo pensare alle infinite volte che ti ho desiderato al mio fianco, ma già un'altra era accanto a te, o alle altrettante volte in cui tu hai pensato a me, ma già un altro occupava le giornate mie. In fondo è risaputo: gli amori che hanno fatto la storia del mondo non sono mai stati quelli facili! E forse un giorno, se il destino vorrà, ci rincontreremo, e non sarà più uno sfiorarsi senza mai toccarsi, un pensarsi reciprocamente tacendo agli altri quelle scintille che producono i nostri corpi nell'attimo in cui è come se tutto si fermasse ed esistessimo solo noi due..

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