Gioco
Quel giorno che il cuore fece una capriola
Matteo Falcone
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Era un 9 maggio assolato e tiepido. Un giorno che difficilmente dimenticherò. Il giorno in cui per la prima volta il mio cuore fece una capriola di passione. La vidi passare a poco più di due metri da me. Curve come le sue non le avevo mai viste. Mi faceva brillare gli occhi lucidi di inaspettata commozione per tanta bellezza. Alzai una mano per salutarla, quando rallentò l’andatura per voltare nella strada accanto. Presi fiato per dirle qualcosa, ma era come se non esistessi per lei. Da quel giorno rimase per sempre nella mia mente e nel mio cuore, lasciandomi con il fiato e con quella frase sospesi, “Sei una Dea”, ancora a metà fra il mio cuore e le mie labbra. Dopo soli 2 giorni dal nostro primo incontro, sfogliando una rivista di mio padre, la vidi nuovamente. Era una star. Come sarei riuscito a poterle dire quello che provavo. Lei era nell’Olimpo. Impossibile raggiungerla... Allora presi il coraggio a due mani e parlai di lei con mio padre. Gli chiesi cosa avrei dovuto fare per far entrare quella meravigliosa creatura nella mia vita. E lui fu molto chiaro: “Impegnati nella tua vita, figliolo. Fai sacrifici. Metti cuore e passione in ogni tua piccola cosa. Ama. E lei starà sempre con te.” Oggi, dopo 70 anni da quella frase, non posso far altro che ringraziare mio padre. Da quando avevo 30 anni è sempre rimasta con me. L’ho amata e non l’ho mai trascurata. Le ho dato sempre il meglio. Tuttavia, ogni volta che vado a trovarla lì, sotto al pergolato in giardino, e la guardo in tutto il suo splendore nonostante l’età, mi emoziono a tal punto che quella frase resta sempre appesa tra le labbra e il cuore. La accarezzo dolcemente lungo la fiancata con la punta delle mie dita stanche ma ancora cariche di quella passione del primo giorno. Lei, la mia Ferrari. La mia Dea!
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