Il Tirreno

Livorno

Prendimi per mano

Agnese Fambrini
Prendimi per mano

2 MINUTI DI LETTURA





È notte fonda, amore mio. Non so che cosa mi abbia svegliato, forse la fine di uno di quei sogni che poi ti lasciano addosso una sensazione strana. Adesso però va meglio perché sento che, come ogni notte, mi stai abbracciando e il tuo lento sussurro addormentato mi dice che ci sei e che ci sarai per sempre. Sono trascorsi quattro anni da quando le nostre strade hanno smesso di correre parallele, si sono fuse insieme e noi abbiamo iniziato a percorrerle tenendoci per mano, però mi sembra di conoscerti da una vita. È solo una sensazione, ma ripensando a tutto quello che è successo prima di essere un noi sembra che ogni cosa fosse stata scritta agli albori dei tempi da una mano onnisciente, capace di scuotere e strapazzare i fili di vite tranquille, ma anche di offrire sempre sostegno e di donare sollievo alle sofferenze. Non dimenticherò mai, per il resto della mia vita, quella sera d'estate: dopo che il turbinio della vita ci aveva fatto conoscere momenti bui, ritrovammo la nostra luce! Ad un certo punto mi guardasti e, anche se il cielo sopra di noi era coperto di nuvole, io potei scorgere nei tuoi occhi una miriade di stelle lucenti e sfavillanti. Teneramente mi abbracciasti e il primo bacio, atteso e sperato, arrivò dolce e sincero proprio come avevo desiderato che fosse. Quel bacio racchiudeva in sé tutto quello che ancora non ci eravamo detti e fu per me il più bel dono che tu mi potessi fare in quel momento. Quella sera cercammo l'amore, lo trovammo l'uno nell'altra e ci amammo dolcemente e teneramente: fu chiaro per tutti e due che non ci saremmo mai più lasciati e che avremmo continuato il nostro cammino insieme mano nella mano aiutandoci, confortandoci a vicenda e stando sempre vicini l'uno all'altro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa