La protesta
Porto, ora è guerra con La Spezia
Contship potrebbe portarsi dietro gli armatori clienti di Tdt
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LIVORNO. E ora con La Spezia è guerra. Contship, che controlla il terminal contenitori spezzino, lasciando Livorno potrebbe portarsi dietro alcuni armatori, primo fra tutti Msc, che fra l'altro è socio al 40% del terminal di La Spezia. Ma Livorno non starà a guardare, perchè nei piani dei genovesi (nuovi soci di Tdt) c'è lo spostamento di due armatori da loro agenziati dalle banchine di Spezia a quelle labroniche: Uasc e Hanjiin. Non si sono lasciati benissimo, Compagnia Portuale e Contship, dopo nove anni di matrimonio in Tdt, e questo lascia presagire uno strascico di guerra commerciale. Come del resto è normale tra due porti confinanti e non belligeranti (con un azionista in comune) che ad un tratto diventano concorrenti: due porti, peraltro, con bacini d'utenza che coincidono (Emilia, alta Toscana, Triveneto). «Dobbiamo reggere per qualche mese, poi quando il canale sarà allargato e avremo in attività le due nuove gru potremo competere con Spezia ad armi pari» ragiona un dirigente della Compagnia Portuale. La Spezia, al momento, è assai più competitivo: ha fondali sufficienti e collegamenti ferroviari efficienti, a differenza di Livorno, e può garantire un servizio migliore. Se La Spezia decidesse anche di fare guerra tariffaria, potrebbe sfilare qualche cliente importante a Tdt. Msc, come detto, che movimenta a Livorno 35mila teus, con navi da 277 e da 300 metri sulla rotta per il Sudamerica (e il contratto scade ai primi del 2011). Ma non solo. Leonardo Martini, ex amministratore delegato di Tdt, è già al lavoro nei suoi uffici di La Spezia, dove è direttore generale del terminal. Prima di andarsene, ha consegnato a La Gazzetta Marittima un addio al curaro: «Mi dispiace non aver potuto completare il programma di potenziamento e di ripulitura totale del terminal che mi ero proposto fin dall'inizio. E resto convinto che bisogna convincere tutti che alcuni comportamenti, di nicchia ma che esistono, sono legati a un passato che non esiste più e che non è producente per il terminal e per chi ci lavora». Intanto il terminal livornese si culla sulle parole di Negri, che lunedì è stato accolto come una star: «Non vi aspettate un botto - ha detto ai sindacalisti del Tdt - Però è realistica una crescita lenta ed inesorabile». Magari cominciando a soffiare clienti a La Spezia, già dall'anno nuovo. (c.m.)
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