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Dall’avvolgibile chiuso male filtrano lame di luce che piano piano si allargano sulla parete di fianco al letto: è il sole che sorge ed è già l’alba. Sono sveglia da un pò. Le tue parole di ieri sera mi frullano ancora nella mente: "Mi ami?" Mi hai chiesto a bruciapelo. D’impeto ho risposto: "No" e dopo un attimo di esitazione: "…ti voglio bene…". Tu mi hai accusata di non essere più la stessa di quarantacinque anni fa. Io avrei voluto ribattere che tu non ti rendi conto del tempo che è passato e che non siamo più quelli di una volta, siamo cambiati, non abbiamo più il fuoco dei vent’anni. Vorrei aggiungere, senza la paura che tu stravolga quello che ti vorrei dire, che a questa età pronunciare la parola “amore” mi fa sentire ridicola. Cosa vuol dire “facciamo l’amore”? A volte la troppa confidenza ci autorizza a dire parole orrende. Abbiamo attraversato la vita insieme; ora l’amore è più che amore. Insigni sociologi e studiosi dell’animo umano hanno rilevato che l’innamoramento dura pochi mesi. Io sono convinta che il nostro amore può durare per sempre perché dopo l’amore sono scattati altri legami: la reciproca e profonda conoscenza, la stima incondizionata, la fiducia rassicurante ed altro ancora. Quando non sono vicina a te, mi prende una strana smania di vederti e dovunque io sia devo tornare a casa da te. Io chiamo quest’ansia: la sindrome di Cenerentola.

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