Il Tirreno

Livorno

Otto dicembre dedicato a Maria

Lanfranco Nosi
Otto dicembre dedicato a Maria

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Un anno fa, mi svegliavo alle sette e trenta, e me ne andavo a fare colazione con la sfogliatina alla crema calda e un bel cappuccino al bar all’angolo. Decidevo di festeggiare una difficile decisione e una ritrovata e strana sensazione di libertà. Mai avrei potuto immaginare che solo qualche giorno dopo avrei incrociato lo sguardo con chi avrebbe stravolto la mia vita. Come avrei potuto del resto sapere che in uno stanzone di un circolo Arci, in una serata che ricordava tanto “Berlinguer ti voglio bene”, il rumore di un paio di tacchi che mi fa alzare lo sguardo e seguire il tuo movimento nella fila di sedie di fronte alla mia sarebbe poi stato quello che avrei atteso con gioia non molto tempo dopo? Eppure quel movimento della tua mano sul tuo collo, che per sbaglio rimase impresso in una foto, le tue parole su un giaccone sgualcito, e i tuoi occhi che cercavano, ricambiati, i miei nella folla che ci separava alla fine di un noioso dibattito, col senno di poi sembrano i prodromi di una inevitabile conclusione. E così stamani, esattamente un anno dopo, non vedo l’ora di alzarmi per andare nello stesso bar all’angolo a comprarti le paste calde per la colazione, prepararti il caffè con il gatto tra le gambe che protesta, e festeggiare con te, stesa sul nostro letto, una meravigliosa decisione e la vera libertà di amarti e sentirmi amato.

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