Lutto
Noi due da soli meglio di no
Manrico Scarpelli
2 MINUTI DI LETTURA
“Proprio bella oggi”. Sara aveva tolto il casco e guardato il cielo azzurro
“Già” fece Luca. “Bellissima. Come te”. Sara sorrideva. Avevano lasciato la moto sul viale del Tirreno e si erano incamminati verso il bagno Stella. Si sentì il bi-bip di un sms. Sara sfilò il telefonino dallo zainetto. “Martina e Marco. Chiedono che si fa stasera. Loro cenano presto poi vanno al cinema all’aperto. Che gli dico?”
Luca ci pensò un attimo: “Senti, e se per una sera restassimo per conto nostro? Tu e io, da soli”. Le strizzò l’occhio. “Stiamo in spiaggia fino a tardi, fino al calasole quando se ne vanno tutti. Poi magari ci prendiamo una pizza”.
“Ma sì. Ti amo, lo sai?” “Anch’io. Tanto”.
Sara si sentiva felice. Era giugno, era domenica, c’era il sole. Si misero sotto l’ombrellone a leggere.
“Facciamo una passeggiata?” chiese lei dopo un po’. “Ehi, dico a te!” Luca stava guardando una ragazza in tanga, china su una borsa nella fila di ombrelloni davanti.
“Eh? Scusa tesoro. Dicevi?” “È carina?”
“Uhm, sì. Sai chi è? La commessa della Coop, quella con il brillantino al naso”.
“Non mi pareva le stessi guardando il naso”.
“La guardavo per capire se era davvero lei”.
Si avviarono lungo la battigia. “Che pizza ti andrebbe?”. Il tono di Luca era squillante.
“Non so, ci penso” fece Sara. Lo vide voltarsi verso una donna di colore dal fisico prorompente, stesa su un lettino.
“E tu? Vuoi la pizza o preferisci una crepe al cioccolato?”
Luca tirò un sospiro. Continuarono a camminare in silenzio.
“Chiamo Martina, le dico che andiamo al cinema con loro” fece Sara all’improvviso.
“OK, se ti va” disse lui, lo sguardo perso su due ragazzine che giocavano a racchette. Sara guardò in alto. Stava arrivando una grossa nuvola grigia, tra poco avrebbe coperto il sole. “Peccato. Si sta sciupando”.
“Già” fece Luca. “Bellissima. Come te”. Sara sorrideva. Avevano lasciato la moto sul viale del Tirreno e si erano incamminati verso il bagno Stella. Si sentì il bi-bip di un sms. Sara sfilò il telefonino dallo zainetto. “Martina e Marco. Chiedono che si fa stasera. Loro cenano presto poi vanno al cinema all’aperto. Che gli dico?”
Luca ci pensò un attimo: “Senti, e se per una sera restassimo per conto nostro? Tu e io, da soli”. Le strizzò l’occhio. “Stiamo in spiaggia fino a tardi, fino al calasole quando se ne vanno tutti. Poi magari ci prendiamo una pizza”.
“Ma sì. Ti amo, lo sai?” “Anch’io. Tanto”.
Sara si sentiva felice. Era giugno, era domenica, c’era il sole. Si misero sotto l’ombrellone a leggere.
“Facciamo una passeggiata?” chiese lei dopo un po’. “Ehi, dico a te!” Luca stava guardando una ragazza in tanga, china su una borsa nella fila di ombrelloni davanti.
“Eh? Scusa tesoro. Dicevi?” “È carina?”
“Uhm, sì. Sai chi è? La commessa della Coop, quella con il brillantino al naso”.
“Non mi pareva le stessi guardando il naso”.
“La guardavo per capire se era davvero lei”.
Si avviarono lungo la battigia. “Che pizza ti andrebbe?”. Il tono di Luca era squillante.
“Non so, ci penso” fece Sara. Lo vide voltarsi verso una donna di colore dal fisico prorompente, stesa su un lettino.
“E tu? Vuoi la pizza o preferisci una crepe al cioccolato?”
Luca tirò un sospiro. Continuarono a camminare in silenzio.
“Chiamo Martina, le dico che andiamo al cinema con loro” fece Sara all’improvviso.
“OK, se ti va” disse lui, lo sguardo perso su due ragazzine che giocavano a racchette. Sara guardò in alto. Stava arrivando una grossa nuvola grigia, tra poco avrebbe coperto il sole. “Peccato. Si sta sciupando”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
