Gioco
Le parole che non ti ho detto e ti chiedo di perdonarmi
V.
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Carissimo, non ci siamo salutati. Ho pensato dipendesse dalle mie bugie. Tutte quelle storie sul divertimento, sul mio rifiuto di farmi domande morali, la frenesia che ho mostrato nel voler per forza ridere di ogni nostra tenerezza, tutte balle. Non mi sono neanche chiesta se le stavi davvero bevendo, e che razza di persona saresti stato se lo avessi fatto. Sono dovuta partire, il mio trasferimento in Grecia è giunto al momento giusto, come invocato. Ho dato per scontato che le mie bugie ti fossero tornate comode e di questo vorrei chiederti perdono. Quella notte di sesso appassionato ha invece cambiato la mia vita e anche la tua, siamo diventati abietti traditori. Abbiamo ingannato un marito, un fratello. Abbiamo mimato una scelta mentre soccombevamo. So che mai avresti voltato le spalle al tuo stesso sangue se io non fossi stata per te l’unico amore possibile. Ora, e solo ora, ti chiedo di perdonarmi, se puoi. So che non hai mai voluto liberarti di me, ma solo del male che scaturiva dalla nostra unione. La dedica nel tuo romanzo è stata per me una lama che ha tagliato via il cancro della falsità. Finalmente posso dirti che anche tu sei stato per me l’unico momento di comunione, che non fu mai solo divertimento, e che le ore che abbiamo passato insieme, quaranta anni fa, sono state le mie “orme nella sabbia” per tutto il mio cammino. Con gratitudine, addio
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