Gioco
La mia famiglia non aveva soldi
G. Genghini
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Come sai, vivevo e studiavo in Brianza. La mia famiglia non aveva soldi. Non avevamo auto né moto. Ai monti e al mare non eravamo mai andati. Le montagne bianche mi sono apparse per la prima volta in una gita scolastica con un’altra classe. Nella mia, soltanto io non sapevo sciare. Dopopranzo, ero su una panca a guardare il paesaggio coperto di neve. Un prof mi ha portato uno slittino a due posti: “Usalo con Gabri dell’altra classe invece degli sci.” Quel pomeriggio, io e Gabri ci siamo divertiti insieme. Tenendoci stretti, ci lanciavamo a tutta velocità con lo slittino fino a rotolare nella neve. Siamo stati bene, in quel candore incantevole. Dopo l’ultima discesa, siamo caduti con le facce vicine. Improvvisamente e senza parlare, con le guance rosse ci siamo baciati a lungo. Alzandosi, Gabri ha subito detto: “La storia finisce qui. Il mio cuore è già impegnato.” Ricordo, chinando la testa, di avere visto la neve sciogliersi al sole. Questo è stato il mio primo amore. Come dicono, non lo si scorda mai. In tutta la vita passata insieme, mai avevo raccontato questa storia alla persona che più amo. Un segreto della nostra felicità di coppia è non parlare di ciò che potrebbe ferire. Queste parole forse non dovevo dirgliele. Ma la voce che sento è dolce: “Siamo stati fortunati. Il primo amore si ricorda, ma si scioglie come neve. Solo un amore come il nostro è saldo e bello come gli alti monti.” E, mentre mi accarezza i capelli ormai grigi come i suoi, l’amore di tutta la mia vita guarda le montagne bianche nel sole: le candide Alpi della Toscana, splendenti di marmo e chiara luce, forti e generose. Quei monti che, come il vero amore e il buon vino, non temono mai il tempo.
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