Gioco
Il Signor Sessantuno è sempre al telefono
Rosalba Risaliti
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Credo che in tutto il mondo non esista un altro uomo come lui, e purtroppo è capitato a me. Passa la giornata al telefono, anzi ai telefoni, cinque cellulari e quattro fissi. E io lo ascolto, perché puzza di bruciato, o almeno così sembra. È un giovane costruttore dalle camicie impeccabili, specializzato in villette a schiera. Le costruisce al posto di boschi spariti sotto la furia del fuoco. Da quando è scattata la segnalazione, le mie giornate sono piene delle sue telefonate, continuo a pensarci anche a casa. Sul retro della carta d’Europa ho costruito una mappa dei suoi contatti. All’inizio era un gioco, adesso è un’ossessione. Ho comprato una scatola di pennarelli, tra l’altro carissimi, un colore per ogni contatto. Gli affari sono verdi come i dollari, la famiglia rossa come il sangue, gli amici sono azzurri, i sospetti sono grigi. Lei è rosa, che è il colore delle donne, ma è anche verde che più verde non si può. Forse l’ha scelta per questo, nessuno darebbe del piromane al fidanzato di un’ambientalista impegnata. Dopo la prima settimana di intercettazione ero già pazzo di lei. Aspetto le sue telefonate, come se fossero per me. Lo chiama ogni sera verso le dieci, gli racconta di dune in pericolo e di manifestazioni per salvare i tonni. La sua voce sa di mare e di bosco. Lui le fa capire che ha fretta, ma che il tempo per lei riesce a trovarlo. Dalla scorsa settimana i contatti rosa sono diventati due. Era tardissimo quando gli è arrivato uno strano messaggio: 6 trattino 1 trattino strafigo. Lui l’ha richiamata subito. Rosa2 ha una voce stridula che sa di rossetto, lui ci parla per ore, senza fretta. Uno di questi giorni mi rovino, chiamo Rosa1 e le dico tutto, dei boschi bruciati e di Rosa2. E poi la invito a cena. Domani lo faccio.
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