Il dolore
Il pittore
Patrizio Pesce
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L'amore non ha età. L’amore con “Beaux-yeaux” non si può scrivere, cantare o poetare l'amore con “Beaux-yeaux”. Allora prendo un pennello e lascio la mano, vagare, socchiudo gli occhi, per annusare meglio la mia pelle, che al solo pensiero si ammorbidisce, secernendo qualche goccia di sudore e intingo il pennello col blu nella piega del gomito reincarnazione di colore. Si può incarnare il desiderio? Il foglio bianco dice di sì e si fa cielo, più in basso mare: l'amo! Afferro il carminio con urgenza e trovo l'attimo che cercavo nel sole, rosso, poi giallo, né alba né tramonto, rosso di vita. C'è un attimo nella carne di “Beaux-yeaux” che si chiama amore, arriva quando meno me lo aspetto, quando vorrei solo donarlo, proprio quando non sento più nessuna parte del mio corpo perché i limiti della pelle sono i limiti della sua, della pelle amata, che vorrei estasiare, glorificare in questo istante, impellente, di annunciata sorpresa che si chiama Amore, l'anima, dopo aver viaggiato nel suo desiderio, scultrice di carezze, poetessa di baci e schiava; ripiomba nel corpo devoto, proteso che si accorge di nuovo di essere Io ed esplode di sensazioni rinnovate, mie, ricche di percezione di lei. La mano si arresta, di nuovo il blu tra le dita ed il mare scorge, come la prima volta, il sole carminio, lo ammira, scintilla e si fa specchio tra spume argentate e canta la beltà tra le onde. Infine l'onda, rinnovata di luce si riavvolge di mare.
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