Toscana
Il grande conferenziere che parlava a se stesso
Sandra Mazzinghi
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"Senti amore, ti volevo dire..."
"E poi è stato ganzissimo, mi hanno chiamato, sul palco davanti a tutti, ho sentito l’applauso e ho detto... vai che dico ora davanti a tutta questa gente, oddio e ora che figura. E invece appena mi hanno acceso il microfono ho cominciato a parlare, con le slides che scorrevano dietro di me e i numeri, i bilanci, tutta la platea pendeva dalle mie labbra, certo quei cretini non capivano un accidenti, ma non per colpa mia, sono tutti ignoranti".
"Senti amore, ti volevo dire una cosa"
"E poi tu vedessi il dirigente, come mi guardava, sembrava che fosse innamorato di me, del resto il convegno l’ha fatto per me, per mostrare che dipendenti bravi ha, e io sono il più bravo, bravo, gli applausi, gli occhi appiccicati addosso, che sensazione unica, e pensare che ho iniziato stando allo sportello in quel posto di merda”. “Sei contenta amore di avere un marito così? E te cosa hai fatto ieri, ti è passato il mal di testa?"
"Sì, ma volevo dirti..."
"Ma di sicuro l’ansia che avevi, quella tachicardia, era per il tuo maritino che doveva parlare in pubblico, sciorinare tutti quei numeri per quegli impiegati di merda, e come hanno firmato la presenza al convegno, poveracci, che ruffiani, oh, ma il dirigente guarda, tu vedessi, non me lo scorderò più, più, ho i suoi occhi fissati dal basso sul mio leggio. Sai, detto tra noi, anche lui non capiva nulla di ciò che dicevo, nulla".
Lei si alzò per sciacquare le tazze e le cadde dalla mano un bastoncino bianco con due lineette blu. Era la seconda linea blu che aveva fatto la differenza su quel pezzetto di plastica. Poi un giorno forse il marito, grande conferenziere, le avrebbe visto la pancia, non ci sarebbero volute parole. L’avrebbe vista. Tra i suoi discorsi e i suoi numeri.
"E poi è stato ganzissimo, mi hanno chiamato, sul palco davanti a tutti, ho sentito l’applauso e ho detto... vai che dico ora davanti a tutta questa gente, oddio e ora che figura. E invece appena mi hanno acceso il microfono ho cominciato a parlare, con le slides che scorrevano dietro di me e i numeri, i bilanci, tutta la platea pendeva dalle mie labbra, certo quei cretini non capivano un accidenti, ma non per colpa mia, sono tutti ignoranti".
"Senti amore, ti volevo dire una cosa"
"E poi tu vedessi il dirigente, come mi guardava, sembrava che fosse innamorato di me, del resto il convegno l’ha fatto per me, per mostrare che dipendenti bravi ha, e io sono il più bravo, bravo, gli applausi, gli occhi appiccicati addosso, che sensazione unica, e pensare che ho iniziato stando allo sportello in quel posto di merda”. “Sei contenta amore di avere un marito così? E te cosa hai fatto ieri, ti è passato il mal di testa?"
"Sì, ma volevo dirti..."
"Ma di sicuro l’ansia che avevi, quella tachicardia, era per il tuo maritino che doveva parlare in pubblico, sciorinare tutti quei numeri per quegli impiegati di merda, e come hanno firmato la presenza al convegno, poveracci, che ruffiani, oh, ma il dirigente guarda, tu vedessi, non me lo scorderò più, più, ho i suoi occhi fissati dal basso sul mio leggio. Sai, detto tra noi, anche lui non capiva nulla di ciò che dicevo, nulla".
Lei si alzò per sciacquare le tazze e le cadde dalla mano un bastoncino bianco con due lineette blu. Era la seconda linea blu che aveva fatto la differenza su quel pezzetto di plastica. Poi un giorno forse il marito, grande conferenziere, le avrebbe visto la pancia, non ci sarebbero volute parole. L’avrebbe vista. Tra i suoi discorsi e i suoi numeri.
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