Il Tirreno

Livorno

Funerali del parà senza Livorno, è scontro

Marcella Amadio
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Marcella Amadio

Amadio: Cosimi e Kutufà dovevano esserci. «Ma non ci hanno invitati»

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 LIVORNO. Nè il sindaco Cosimi nè il presidente della Provincia Kutufà sono andati ai funerali del tenente Alessandro Romani, ucciso in Afghanistan, lunedì a Roma. E neppure i labari di Comune e Provincia sono stati inviati in rappresentanza degli enti locali. A criticare questa assenza è il capogruppo del Pdl al consiglio comunale, Marcella Amadio: «Dal sindaco solo parole di circostanza dopo i fischi vergognosi allo stadio, mentre nel giorno dei funerali avrebbe dovuto essere presente per manifestare la vicinanza della città alla famiglia del militare caduto o comunque mandare una delegazione con il gonfalone di Livorno. Stessa cosa doveva farla il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà». Amadio propone anche di mettere una targa allo stadio in memoria dei militari caduti nelle missioni all'estero.  Ma il sindaco replica: «Non eravamo stati invitati. Ho pensato che la nostra presenza fosse più per noi che per un'esigenza reale. Ma il nostro lutto non è in discussione. Abbiamo esposto le bandiera a mezz'asta e ci siamo messi a disposizione del comandante. Ma questo ragazzo, pur abitando a Livorno, era di Roma ed è stato deciso che tutte le cerimonie si facessero a Roma. Se ci sarà qualcosa che lo ricorderà a Livorno noi ci saremo attivamente». «Avevo chiamato il comando della Folgore avvisando che lunedì avevamo in programma un consiglio provinciale che ci impediva di essere presenti alla cerimonia - risponde il presidente della Provincia Kutufà - Il consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento, dopodichè nessuno può mettere in dubbio il nostro cordoglio. Quella di Amadio è una polemica strumentale».

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di Redazione web