Gioco
Caro Riccardo, allora sposiamoci
Emiliano Dominici
2 MINUTI DI LETTURA
Caro Riccardo, ci sono molte cose che non ti ho mai detto. Che tutte le volte che mi porti a mangiare al giapponese mi viene da vomitare. Che quando mi regali dei fiori penso che tu sia falso. Che mi piace dormire con te, ma quando mi sveglio e ti vedo accanto a me sento l’irresistibile impulso a scappare via. Che sono continuamente depressa anche se cerco di non pensarci. Che vorrei cambiare città ogni mese, perché tutto mi annoia, vorrei cambiare lavoro, famiglia, amici, sempre, in continuazione. Che odio tutte le incombenze della vita comune, le bollette, le pulizie, salire le scale, aprire le finestre, rifare i letti, assaggiare la pasta per sentire se è cotta. Che non sopporto il cane, anche se so di averlo scelto io, e odio quando lo fai giocare o esci con lui, a volte vorrei che dopo una passeggiata voi non tornaste più. Che trovo la tua famiglia detestabile, tua madre è una logorroica senza speranza, tuo padre un fallito che si nasconde dietro giacca e cravatta. Che ti darei uno schiaffo quando andiamo a vedere un film scelto da te e alla fine mi dici: visto? non era male!, quando io penso dentro di me che fosse orribile e che ho perso due ore della mia vita solo per farti piacere. Che detesto come ti comporti di fronte agli amici, quando ridi con loro e poi, dopo, hai sempre qualcosa da ridire. Che ti trovo stupido quando dici che stai con me perché il destino ha voluto così, quando io penso che il destino non esiste e solo i pazzi possono crederci. Che non voglio figli e non ne vorrò mai, perché penso che sia moralmente ingiusto arrogarsi il diritto di dare la vita a qualcuno, né più né meno di quanto si abbia diritto a toglierla, la vita. Che ho sempre odiato il tuo taglio di capelli.
E se dopo aver letto tutto questo, ancora non demordi, allora sì, sposiamoci.
E se dopo aver letto tutto questo, ancora non demordi, allora sì, sposiamoci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
