Il Tirreno

Livorno

Cacciucco e bugie nelle pentole di Anna

Valeria Pachetti
Cacciucco e bugie nelle pentole di Anna

1 MINUTI DI LETTURA





Paolo prese un biscotto dal cestino di vimini, se lo ficcò in bocca e andò ad abbracciare la sua giovane sposa. Mentre i due innamorati stavano stretti nel reciproco tepore, l’occhio di Paolo passò in rassegna tutte le foto fissate al frigo da dei magneti colorati. In tutte le immagini Anna rideva come una bambina, soprattutto in quella che la ritraeva con la toque in testa intenta a saltare in padella gli spaghetti ai muscoli, la sua specialità. Cucinare era la grande passione di Anna. Poi Paolo vide sulla credenza la lista per la pescheria che Anna aveva appena stilato e si sentì gelare il sangue “No, il cacciucco no! Ma perché quel giorno per fare colpo su di te ti dissi che amavo i piatti di pesce, il cacciucco su tutti? Mi sono dato la zappa sui piedi, io lo odio il pesce! Tu lo fai con così tanto amore, con tutta l’anima stai a ore ai fornelli roventi sudando sette camicie, pensando di cucinare il piatto che amo di più, e invece fai una ricetta frutto solo di un’enorme menzogna, che vorrei che scomparisse dalla faccia della terra. Ma come faccio a dirtelo?” “...Sì? Evvai!” Non potrò mai dirtelo, non ce la farò mai a dirtelo. Mai.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore