Il Tirreno

Livorno

Amore stanco

A. Menicagli
Amore stanco

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La danza delle foglie del viale dei tigli accompagnava il tuo lieve passo che camminava con me. Alla fine del viale, ora, svolto l’angolo e la luce del sole che cala mi investe e mi colma di una tiepida gioia che mi scuote l’anima, pronta a riaccomodarsi in una calda mantellina di lana. Nel silenzio della casa mi lascio poi andare ad un sottile senso di dispiacere per i miei vent’anni che ho diviso con te. Con te che non rivedrò… Se non per caso, se non per necessità, se non per pochi attimi. Il tuo volto mi rimarrà familiare per lungo tempo, spleen pomeridiano, ma un nuovo amore irromperà, immenso e dilatato, come una lama di raggio di sole che squarcia la nuvola sopra l’orizzonte. La nostra danza, condotta fin qui, ci ha insegnato tanti passi lenti e repentini, languidi e coraggiosi, timidi e sfacciati e ora ognuno di noi li metterà frutto con nuovi danzatori. Grazie per le tue lezioni di tango, di valzer, di cha cha cha. Ora guardo me stessa con occhi nuovi. Sono finalmente padrona delle mie idee, del mio corpo, del mio spazio. Che cosa faccio oggi? E domani? Dove vado a pescare tra i miei tanti interessi? Che cosa voglio guardare annusare scoprire approfondire conoscere e imparare? Mi libero di te, amore stanco, e con tutta la tenerezza che ti riservo, svolto consapevole, piegando la lista della spesa nella tasca e affrettando il passo per arrivare alla meta.

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