Il Tirreno

Livorno

Scritte Br nei locali dell'ospedale

Lara Loreti
La polizia in ospedale
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La polizia in ospedale

Spuntano stelle a 5 punte negli spogliatoi. Per la Digos è un atto vandalico

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 LIVORNO. Scritte "Br" e stelle a cinque punte negli spogliatoi dell'ospedale. L'ombra del terrorismo rosso spunta all'interno della struttura sanitaria, nei locali accanto allo spaccio. Tuttavia resta da vedere se le scritte siano autentiche o non. Per la polizia, si tratterebbe di una finta rivendicazione e il gesto sarebbe frutto di un mero atto vandalico.  È successo probabilmente nella notte tra sabato e domenica, anche se l'allarme è scattato nel pomeriggio di domenica. Qualcuno è penetrato munito di spray, ma non si è limitato a disegnare quei simboli su porte e ante degli armadietti in uno degli spogliatoi riservati al personale sanitario dell'ospedale. I vandali hanno anche scassinato quindici armadietti. E ora i dipendenti, per lo più infermieri, stanno facendo il calcolo esatto degli oggetti mancanti.  Sono stati infatti portati via diversi effetti personali: scarpe e vari indumenti dal valore totale di alcune centinaia di euro. E non sono mancati neppure altri atti vandalici all'interno del locale. In particolare sono stati imbrattati con alcol alcuni camici.  Quanto ai simboli dei terroristi, i muri sono stati imbrattati con sei scritte: sono state disegnate, in particolare, stelle a cinque punte e la sigla "Br".  Ieri mattina sul posto sono stati fatti vari sopralluoghi. Nello spogliatoio si sono recati l'agente del posto fisso di polizia del pronto soccorso e i colleghi della Digos della questura. Inoltre, sono intervenuti anche gli esperti della polizia scientifica, che si sono occupati dei rilievi.  In base a quanto emerso dalle prime indagini della polizia, l'ipotesi più credibile è che ad agire sia stato un gruppetto di vandali, desiderosi di fare una bravata o comunque un gesto eclatante. Fatto sta che nell'ospedale la notizia si è sparsa in fretta, non scevra da qualche timore. Anche perché l'episodio si è verificato lo stesso giorno in cui un gruppo di ultrà allo stadio ha fischiato durante il minuto di raccoglimento dedicato ad Alessandro Romani, il parà di 36 anni della Folgore ucciso in Afghanistan.  L'Asl 6 ha già provveduto a denunciare alle autorità competenti l'accaduto. «L'Asl condanna con fermezza l'episodio - si legge in una nota dell'azienda - e rifiuta qualsiasi velleità intimidatoria abbia avuto la rivendicazione». Resta però il problema della facilità con cui chiunque può accedere all'ospedale e agli spogliatoi in particolare. Nei mesi scorsi, ci sono stati diversi episodi di furti nei sotterranei dell'ospedale, in particolare in quelli del pronto soccorso, dove ci sono gli spogliatoi dei dipendenti.

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