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Il vescovo: no ai fatti in via dei Mulini e ai fischi degli ultrà al parà morto
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Al centro il comandante della Gdf Lipari consegna il cero a San Matteo1 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Condanna dei fatti di via Mulini (assedio di un palazzo dove si erano rifugiati due ruimeni accusati di aver aggredito due livornesi) e dei fischi di alcuni ultrà allo statdio domenica, durante il minuto di raccoglimento per Alessandro Romani, il parà di 36 anni ucciso in Afghanistan. Il vescovo Simone Giusti è intervenuto così sui due episodi, nel corso dell'omelia per la celebrazione dedicata a San Matteo apostolo ed evangelista, patrono delle Fiamme gialle. Ieri pomeriggio infatti, nella chiesa di San Matteo, in via Provinciale Pisana, la Guardia di finanza ha festaggiato il suo santo protettore. Durante la cerimonia, officiata dal vescovo e da padre Gabriele Bezzi, prete maratoneta, il comandante provinciale delle fiamme gialle, Benedetto Luciano Lipari, ha depositato un cero di fronte all'effige del santo, in una copia di un quadro di Guido Reni. Alla messa erano presenti tra gli altri il vicario del questore, Paolo Rossi, il comandante provinciale dei carabinieri, Saverio Nuzzi, l'ammiraglio comandante dell'Accademia, Pierluigi Rosati. San Matteo è stato riconosciuto patrono della Finanza nel 1934, ad opera di cardinale Eugenio Pacelli (futuro Papa Pio XII). Il pontefice che accolse l'istanza era Pio XI. Matteo, il pubblicano, passò dal banco delle imposte alla sequela del Maestro Gesù, che gli aveva detto: "Vieni e seguimi".
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