Toscana
«Il Centro civico sarà per i giovani ma apriamolo a tutta la città»
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LIVORNO. Pronto da mesi, questo Centro civico che non apre è la croce di Corea. «Ma noi vogliamo una struttura che parli a tutta la città», dice la presidente della Circoscrizione 1 Daniela Bartalucci. «Il progetto su come sistemare il centro civico c'è - afferma Bartalucci - anche perché ci abbiamo lavorato da molto tempo, praticamente dall'indomani dell'insediamento dei nuovi consigli, poco più di un anno fa. E se al piano terra andranno l'anagrafe e i vigili urbani e al primo piano gli uffici della Circoscrizione, pensiamo a fare del secondo piano un punto di riferimento delle associazioni che hanno partecipato al progetto partecipativo Cisternino 2020 e che si occupano di comunicazione e multimedialità. Vogliamo che siano i giovani a trovare spazio in questa sede, dotata di diversi punti internet, i giovani di Corea e non solo: penso che il Centro civico, una volta aperto, possa diventare il biglietto da visita del rione verso la città». Bartalucci (nella foto insieme al sindaco Cosimi) non fa mistero che l'amministrazione, nel suo complesso, si è scontrata con un problema di difficile soluzione, quello della mancanza di soldi, ad esempio, per gli arredi dell'edificio. E così, è vuoto al momento quello che dovrebbe essere un auditorium da 150 posti al pian terreno, destinato a ospitare conferenze di ogni genere, così come prive di ogni suppellettile sono le altre stanze. «Le difficoltà dei bilanci delle amministrazioni locali - spiega la presidente della Circoscrizione - sono tali da causare notevoli ritardi, ma proprio perché nel futuro lo spazio di manovra e di intervento del pubblico sarà sempre più ridotto, è necessario avere a cuore le strutture pubbliche, se davvero vogliamo mantenerle: di questi tempi gli spazi pubblici sono preziosissimi. Ecco perché i fatti dell'altra sera, l'accanirsi contro la vetrata d'ingresso del Centro civico, sono veramente spiacevoli e ingiustificabili: che senso ha avuto spaccare la porta a martellate?». «Quello che mi sento di chiedere è un salto di qualità a tutte le associazioni che operano in Corea - aggiunge Daniela Bartalucci - perché questo è il modo di valorizzare il territorio, di migliorarlo davvero. Lo sforzo per superare anche certe tendenze autoreferenziali è impegnativo, ma rappresenta un banco di prova fondamentale. Noi siamo disposti, come al solito, a dialogare con tutti coloro che sono interessati al futuro del quartiere. Corea ce la può fare con l'aiuto di tutti, aprendosi alla partecipazione».
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