Il Tirreno

Livorno

Fischi allo stadio: multa al Livorno. Amadio (Pdl): "Sindaco assente". Cosimi replica

Fischi allo stadio: multa al Livorno. Amadio (Pdl): "Sindaco assente". Cosimi replica

L'accusa: "Né Cosimi né il presidente della Provincia Kutufà sono andati ai funerali del tenente Alessandro Romani". Intanto il giudice sportivo ha punito con un'ammenda di 7.500 euro il Livorno per i fischi allo stadio durante il silenzio

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LIVORNO. Nè il sindaco Cosimi nè il presidente della Provincia Kutufà sono andati ai funerali del tenente Alessandro Romani, ucciso in Afghanistan. E neppure i labari di Comune e Provincia sono stati inviati in rappresentanza degli enti locali. A criticare questa assenza è il capogruppo del Pdl al Consiglio comunale, Marcella Amadio. "Dal sindaco solo parole di circostanza - dice Amadio - dopo i fischi vergognosi allo stadio, mentre nel giorno dei funerali avrebbe dovuto essere presente per manifestare la vicinanza della città alla famiglia del militare caduto o comunque mandare una delegazione con il gonfalone di Livorno. Stessa cosa doveva farla il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà".

Ma il sindaco replica: «Non eravamo stati invitati. Ho pensato che la nostra presenza fosse più per noi che per un’esigenza reale. Ma il nostro lutto non è in discussione. Abbiamo esposto le bandiera a mezz’asta e ci siamo messi a disposizione del comandante. Ma questo ragazzo, pur abitando a Livorno, era di Roma ed è stato deciso che tutte le cerimonie si facessero a Roma. Se ci sarà qualcosa che lo ricorderà a Livorno noi ci saremo attivamente». «Avevo chiamato il comando della Folgore avvisando che lunedì avevamo in programma un consiglio provinciale che ci impediva di essere presenti alla cerimonia - risponde il presidente della Provincia Kutufà - Il consiglio ha osservato un minuto di raccoglimento, dopodichè nessuno può mettere in dubbio il nostro cordoglio. Quella di Amadio è una polemica strumentale».

Ieri il ministro Matteoli era intervenuto per dire che "così come bisognerebbe sospendere la gara in caso di cori razzisti chiedo alla Lega Calcio di intervenire con norme analoghe perchè non accadano episodi come quelli di sabato a Livorno". Il ministro per le Infrastrutture e i trasporti Altero Matteoli era tornato durante un incontro in prefettura a Livorno, sui fischi di alcuni tifosi amaranto allo stadio Armando Picchi, durante il minuto di silenzio in memoria del parà ucciso in Afghanistan, prima della gara tra i padroni di casa e il Portogruaro valida per il campionato di Serie B. "Sono scandalizzato -  aveva detto il ministro - ancor di più dal fatto che la partita non è stata sospesa o, visto che non era ancora iniziata, non è stata rinviata. Oltretutto non è la prima volta che succede, e in particolare in quello stadio".

Alla domanda dei cronisti se chiederà provvedimenti al ministro degli Interni Roberto Maroni, Matteoli ha risposto che Maroni non c'entra: sono cose che può fare la Lega Calcio. Raccapricciato da un gesto definito vergognoso si è dichiarato anche il presidente federale Giancarlo Abete, che ha poi ricordato come con le attuali norme del Viminale, il "dominus" in caso di oltraggi, scritte o striscioni è il responsabile dell'ordine pubblico, unico in grado di dire stop alla partita.

Intanto il giudice sportivo di serie B ha punito con un'ammenda di 7.500 euro il Livorno per i fischi uditi sabato allo stadio Armando Picchi durante il minuto di silenzio in memoria del tenente Alessandro Romani, ucciso in Afghanistan. Nella motivazione con cui sanziona gli schiamazzi oltraggiosi, il giudice sportivo riconosce che durante il minuto di raccoglimento parte del pubblico manifestava chiara dissociazione da tale riprovevole comportamento.

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di Redazione web