Toscana
«Faremo grandi cose ma servono subito fondali e binari»
Cristiano Meoni
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Luigi Negri firma l’acquisto del 50% di Tdt3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Il gigante di Singapore Psa per ora non arriva, «non è interessato». Accontentiamoci di un uomo: Luigi Negri. Impeccabile il suo debutto livornese (tranne le scarpe beigè sfolgoranti su abito blu): convincente, sorridente, amichevole, sembra aver già capito tutto di Livorno. Prima cosa: «Abbiamo grandi progetti ma servono fondali e collegamenti ferroviari, senza non si fa niente». Secondo: «Non si comanda a colpi di maggioranza contro il socio locale. Qui c'è una storia, come a Genova, che va rispettata». Ieri mattina Negri, 67 anni, capofila di una cordata di imprenditori genovesi (Cerruti, Schenone, Magillo) (nella foto di Laura Lezza con Enzo Raugei) riuniti nella Gip spa, è sceso a Livorno per firmare l'acquisto del 50% di Tdt: firma solenne, apposta davanti a giornalisti, fotografi e cameramen, nella sede della Compagnia Portuale. Poi si è trasferito all'Autorità Portuale, dove lo attendevano i vertici cittadini. Nel pomeriggio la visita al terminal. A fine giornata è esausto ma soddisfatto: «Non mi aspettavo tutta questa attenzione». Ecco una sintesi del Negri-pensiero. Fondali e ferrovie. «Il porto di Livorno ha grandi margini di crescita - dice - A Genova abbiamo le montagne dietro alle spalle, qui grandissimi spazi. Ma bisogna adeguare gli accessi: intendo dire i fondali, perchè le navi saranno sempre più grandi, e i collegamenti ferroviari, che oggi sono largamente deficitari». Darsena Europa. «Tdt ha una concessione che scade nel 2021 ed è evidente che 11 anni sono un orizzonte insufficiente per un investitore. Dobbiamo lavorare affinchè l'Autorità Portuale ponga in essere la delibera approvata nel 2001 per la concessione trentennale. Fra l'altro, siamo interessati alla Darsena Europa, un progetto bellissimo». Grazie Contship. «Quando ci è stato chiesto se fossimo stati interessati ad entrare in Tdt, non abbiamo esitato un attimo. Ma dobbiamo ringraziare La Spezia se siamo qui» (intendendo per Spezia Contship). Spinelli si sbaglia. «Aldo Spinelli è fantastico, ma ogni parola che dice tira acqua al suo mulino. Non è vero che sbarcare un contenitore a Genova o a Livorno è la stessa cosa: ma lo sa che trasportarlo da Genova a Milano costa quanto spedirlo a Hong Kong? Livorno e Genova sono porti complementari. Ed alleati». Nuovi traffici. Altro non aggiunge, Negri. E anche sui presunti nuovi traffici glissa. Ma è chiaro che l'obiettivo è portare a Livorno gli armatori che oggi toccano sia Genova che La Spezia, come Hanjin (che è agenziato da Cerruti) e Uasc (rappresentata dallo stesso Negri). Comanderemo insieme. «Quando mi chiedono: chi comanderà in Tdt? Io rispondo: la società. Ci sarà un amministratore delegato da noi espresso, mentre il presidente sarà della Compagnia. Ma l'obiettivo è di creare un team. Abbiamo eliminato tutte le clausole che consentivano di governare a colpi di maggioranza, come il casting vote, che, in caso di parità in consiglio d'amministrazione, attribuiva più importanza al voto del vicepresidente» (Martini, Contship). Singapore fuori. A chi gli fa notare che Livorno non ha più un alleato di peso mondiale - Contship è uscito ma Psa non entra - Negri risponde: «Non è un problema, anzi. In questa prima fase è meglio per tutti che non ci siano multinazionali dentro la società, che portano esperienza, vero, ma anche farraginosità. Per fare un esempio: per riscrivere i patti sociali con Psa avremmo impiegato non meno di un anno, invece l'abbiamo fatto in un mese. Ma non escludo che, in una seconda fase, Psa entri». In tal caso il 50% di Tdt verrebbe girato da Gip a Seber, società partecipata da Gip al 60% e al 40% da Psa.
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