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LE LETTERE DEGLI ABITANTI DEL RIONE
Fabrizio Dal Canto
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PER LA PARTECIPAZIONE Inutile appellarsi alle regole Discutiamo davvero del Centro civico Cosimi e le istituzioni si appellano alle regole e al rispetto delle norme, ma dimostrano incoerenza. Pio e non solo conosce la grande beffa della riqualificazione di Corea e in particolare quella del Centro civico, che dopo 11 anni di promesse, rinvii e contraddizioni adesso dovrebbe aprire senza il minimo rispetto di quei criteri indicati anni fa e per i quali fu deciso di realizzare questa struttura. Da tempo chiediamo invano un confronto sulle finalità e la destinazione del Centro civico, partendo da quei criteri e dalle scelte frutto anche di percorsi partecipati. Chiediamo che venga aperto un vero tavolo con tutti coloro che hanno interesse e che in questi anni hanno mostrato intenzione e volontà di collaborare e di partecipare. Consigliamo alle istituzioni di provvedere quanto prima e di non commettere l'ennesimo errore autoreferenziale. Solidarietà a Pio che, magari alimentato da questo clima di esasperazione di tensione, con coraggio e dignità tenta di mantenere alta la tensione. Stefano Romboli Assemblea per la partecipazione CITTÀ INTOLLERANTE Il vero errore è accanirsi contro una festa che ravviva il quartiere Quello che è successo in Corea non è altro che portare le persone all'esasperazione. La festa organizzata da Pio e altre persone è ormai da diverse sere che va avanti con i permessi che qualcuno avrà rilasciato, i soliti vigili tutte le sere passano e chiedono di mostrare i permessi. Io penso che a volte possa bastare il buon senso da parte dei vigili, lo dico perché non mi sembra che ci siano stati problemi di ordine pubblico né di qualsiasi altro genere. A Livorno tutto dà noia, da Effetto Venezia alla Fortezza vecchia a Italia Wave. Di Pio ce ne fossero, che una volta all'anno cerca di riunire quartiere (morto) e persone che sono nate in Corea facendo esibire artisti noti in italia e all'estero (vedi Leandro Bartorelli) oppure Johnny Salani, mitico cantante della Strana Officina, e come loro tanti altri piu o meno noti ma sempre Musi-cisti che per un motivo o per l'altro hanno a che fare con Corea. Il sindaco chiude la porta a Pio? No, la chiude a tutta Livorno se non ne vede il degrado. Per le cose da dire su questa città forse non basterebbe il giornale intero. Sauro Moriconi E' UNO DI NOI Lo conosciamo da anni, ci ha fatto male vederlo ammanettato come un mafioso Conosco Pio praticamente da sempre, mi ricordo quando arrivò in Corea era molto giovane, ma riuscì ad integrarsi subito in un quartiere difficile come il nostro. Pio diventò un amico per tutti, poi divenne padre Pio, la chiesa era affollatissima, segno di una stima per lui molto grande. Ero in un angolo nella chiesa, con i pantaloncini fino al ginocchio che portavo per tutta la primavera, estate e autunno, perche solo quelli passava il convento, ero intimorito perche vedevo Pio bocconi a terra, immobile con le braccia allargate mentre prendeva i voti. Pio era per tutti il prete lavoratore e spesso il suo stipendio era destinato alle famiglie più povere. Dopo un bel po' di anni Pio celebrò il mio matrimonio, nel 1977. Il destino (o il Signore per lui) ha voluto che Pio si formasse una famiglia, con una meravigliosa compagna (anche lei coreana) e due magnifici figlioli. Pio ha creato un centro sociale, Areoc che vuol dire Corea scritta alla rovescia, mantenendo così un punto di riferimento insieme ad altri compagni per il quartiere. Durante la festa in Corea organizzata da Aeroc per il quartiere, dopo l'ennesimo controllo da parte dei vigili poi del tutto incontrollata da parte dei vigili, scaraventando Pio per terra ferendolo alla testa, e bensì tramortito cercando di ammanettarlo come un criminale. Umberto Mariani Alda Miniati STRUTTURA INUTILIZZATA Pio avrà anche esagerato, ma quel centro chiuso è uno scandalo Pio Gianelli è di Busseto, anzi leggo Roncole di Busseto, paese natale di Giuseppe Verdi. Persone educatissime e gentili da quelle parti, ma anche forti di carattere. Pio non ha, quindi, origini livornesi, ma credo che sia uno degli ultimi livornesi rimasti, cioè di quei livornesi che parlavano schietto, che mostravano forte il petto quando c'era da mostrarlo, generosi, veramente generosi verso tutti. Ma vi ricordate i quartieri di Livorno di una volta: Borgo, Venezia, Pontino e Shangai, le sere d'estate a veglia con le porte aperte a chiacchierare, a litigare anche, oppure ai bar o ai circoli? Ora tutti in casa o nei locali alla moda a bere e a parlare di niente con la paura del diverso. Pio può anche aver esagerato ma perché un centro deve star chiuso perché non ha né acqua né corrente? Quale elefante burocratico ha impedito che in Corea non si facessero gli attacchi o i contratti? Perché strutture pubbliche realizzate restano poi inutilizzate?
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