Il Tirreno

Livorno

Ir nuvolo non ci voleva l'omo labronico è 'n crisi

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 Addio! Ir nuvolo non ci voleva! Ci vogliano fa entrà nell'autuno per forza e lo vogliano accompagnà anche cor martempo! Ma siamo 'mpazziti?! Nei giorni della 'hiusura de' bagni, con le giornate che si sono accorciate a dismisura (alle sette è buio) e ir freschino diaccio la sera, il livornese è già in menopausa.  Se ci metti che ora le previsioni hanno dato "pioggia" per dieci giorni e passa, l'omo labronico sprofonda in una depressione cosmica senza pari e inizia a guardà le foto di Ferragosto con la lacrimuccia facile e i singhiozzi compulsivi.  Quando finisce ir mare il livornese va 'n crisi nera. Inizia così ir suo personalissimo "mal d'Africa", comincia la "saudade", principia ir giramento di 'oglioni - e da questo stato d'animo cupo e mesto, non se ne esce fino ad aprile inoltrato. Ha' voglia di fa le lampade e da andà a corré sur mare rincorrendo i gabbiani! Finita l'estate, arriva la stagione del nostro scontento!  L'idea di passà un inverno umido a pantofole e cioccolata carda non ci attizza per nulla. L'idea di sgomberà le gabine, di riporre i materassini, sgonfià i 'anotti, ripiegà le sdraio ci abbatte come non mai. Non ci si fa proprio! L'urtimo giorno di mare (notoriamente ir 20 di settembre) è come sta sur Titanicché dopo l'impatto con l'iceberg: l'orchestra si rassegna a sonà, ma la gente 'ntorno s'allontana zitta con le scialuppe.  Come se non bastasse ir clima di mestizia, guasi sempre c'è 'na beffa: a presa di giro, nei giorni che devi fa l'urtimi bagni, piove. Appena chiudano gli stabilimenti, ir giorno dopo: Sole a palla! O perché? Tutti l'anni è così! Non ti fa mai fa un finale di stagione a garbo! Ir tempo ti deve sempre sciupà la fine della festa!  Allora c'è ir riversamento in massa sugli scogli piatti. L'assarto allo scoglio, è come lo sbarco in Normandia, è come la corsa dei marinai d'Ulisse per agguantà una sirena.  E i livornesi si spaccano, si dividano: mezzi rimangano "balneari" fino a dicembre, l'altra metà è già in inverno pieno a settembre. La gente non sa più come andà vestita. C'è chi si ostina a girà con l'infradito, c'è chi cià già la sciarpa di 'ammello; c'è chi va a giro coi braccioli perché non si rassegna che ir tuffo in piscina non lo pòle più fa, e quelli che si mettano ir cortrone di montone sopra ir giacchetto scamosciato per andà a fa l'aperitivo serale perché hanno paura della guazza. Insomma, siamo una città di schizofrenici, e quando finiscano i bagni, i sintomi... s'acuiscano!

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