Attenzione
LETTERE
Andrea Pellegrini musicista
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Ho assistito a quello che è successo in Corea, ero in disparte data la mia condizione invalida, un atteggiamento così cafone e assurdo non lo avevo mai visto. Se si provoca e si leva di rispetto alle persone presenti, è normale che l'essere umano reagisce. Mi vergogno di questa città, in ginocchio in tutti i sensi, anche di fronte a una piccola festa di quartiere. Io credo che le persone che hanno autorità dovrebbero essere duri con i prepotenti, e non con chi cerca di fare qualcosa per i giovani e i disagiati. Grazie Pio per quello che hai fatto e fai per Corea. Marco Schiano Un gesto di protesta contro un'auto, uno specchietto rotto, non giustificano un'aggressione, che ha provocato la reazione dei presenti e momenti di acuta tensione. Esprimo la mia totale solidarietà a Pio, certo che continuerà la sua missione nella sua Corea. Daria Faggi Unione Inquilini Leggo sul Tirreno che hanno denunciato un non-violento come Pio, reo di aver organizzato regolarmente una manifestazione per dare al quartiere ancora una volta un'occasione d'incontro e per sostenere il circolo Areoc, che è il cuore di quella particolare accoglienza che non discrimina mai. Leggo di vigili urbani aggrediti, non da Pio, ma da coloro che lo volevano difendere dall'aggressione che stava subendo, a causa di un gesto di protesta e di uno specchietto rotto. Forse la precarietà del lavoro sta producendo davvero i peggiori guasti, se alcuni vigili non conoscono né la propria città, se anziché fare prevenzione producono repressione inutile. Lasciate stare Pio per favore. Paolo Gangemi La "rissa" in Corea, pone ancora una volta con forza all'attenzione di tutti il problema dello stato penoso della società livornese. Al di là dei dettagli appare sempre più urgente una cosa: che qualcuno, diamine, si occupi della città. Della gente. Perchè nessuno se ne sta occupando. Ci si occupa di mattoni e di calcestruzzo: non della città. In tutto il mondo occidentale da decenni la musica e l'arte condivisa vengono viste come concrete soluzioni per risolvere conflitti, situazioni di degrado, emarginazione, incomprensioni sociali. Solo in Italia questo non accade. Anche a Livorno si assiste a un quasi-nulla offerto alla città, in cambio di profonde esigenze di animazione, socialità, di "qualcosa". Pio, che in migliaia conosciamo come animatore instancabile, fa quel che può, come può, come sa. Ogni "cosa" di quel "qualcosa" a Livorno (Mascagni, Goldoni) vive oggi tremila difficoltà. Livorno deve essere completamente rinnovata. Deve capire cosa è, chi è, cosa era, e cosa potrebbe essere. Non è difficile: a volte basta la musica. Ma non ci crede quasi nessuno.
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