Il Tirreno

Livorno

Il Pd ascolta la base Assemblee di iscritti in tutti i circoli

Luciano De Majo
Il Pd ascolta la base Assemblee di iscritti in tutti i circoli

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LIVORNO. «Sì, chiamatela pure correzione di rotta. Quando si percepisce che qualcosa non va, meglio prenderne atto e cambiare». Se non è un'autocritica, poco ci manca: il segretario del Pd Marco Ruggeri commenta così la decisione di allungare di dieci giorni i tempi per la presentazione delle candidature nei congressi. Nessuna richiesta di passi indietro a nessuno che vuole candidarsi («Non ne avremmo diritto», precisa Ruggeri), ma un appello al senso di responsabilità di tutti affinché il Pd possa celebrare i propri congressi con spirito unitario. «Poi - continua il segretario - la decisione sta a coloro che vogliono presentare la propria candidatura, ma è chiaro che ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità». Un richiamo non da poco in pieno clima congressuale, rafforzato subito dopo da una considerazione non meno forte: «Io vorrei che chi si candida non lo facesse per fare il segretario del partito, ma perché interpreta una piattaforma politica ben precisa e ha in mente cose da fare: è sulla base di questo che io, personalmente, deciderò di firmare una candidatura piuttosto che un'altra».  Così, da domani partirà una fitta serie di assemblee nei circoli della città, aperte agli iscritti e ai simpatizzanti del partito, nelle quali l'Ufficio politico e il gruppo dirigente avranno il compito principale di ascoltare ciò che arriva dalla base. Per dieci giorni saranno sospese le presentazioni delle candidature. Impossibile, ovviamente, impedire la raccolta delle firme, ma l'accordo raggiunto in direzione, una direzione terminata nella notte fra venerdì e sabato dopo una ventina di interventi, stabilisce che il termine per depositare le candidature slitta da martedì 21 settembre a venerdì 1º ottobre. «Finora, dunque, candidature non ce ne sono», ha chiuso Ruggeri, che ha anche respinto al mittente la richiesta di alcuni coordinatori di circolo di spostare il congresso dell'Unione comunale: «Non lo prevede il regolamento e poi i problemi non si risolvono rimandandoli».  Logico prevedere che sia l'Unione comunale il livello del Pd dove si vivono le incertezze maggiori. Ma se il filo dell'intesa unitaria si spezzasse, la deflagrazione potrebbe interessare anche la federazione, dove il potenziale candidato finora unico Filippo Di Rocca potrebbe non incassare più il sostegno dei filo-Franceschini che appoggiano Marida Bolognesi nella corsa alla segreteria cittadina. Ieri il gruppo che sostiene Bolognesi si è riunito e ha deciso di continuare sulla strada dell'unitarietà, ma per quanto tempo ancora sarà così? Il giovane Adriano Tramonti, consigliere comunale e coordinatore di Salviano, non ha alcuna intenzione di rinunciare all'idea di correre e misurarsi con l'ex parlamentare. Né può dirsi sfumata la candidatura di Paolo Fenzi, intervenuto fra l'altro con toni assai decisi nella direzione dell'altra sera.  E' questo il quadro con cui il Pd si tuffa nella "full immersion" fra i militanti dei vari circoli. Nella speranza di respirare proprio in mezzo a loro quel clima di entusiasmo e di voglia di partecipare che ormai da diversi mesi sembra smarrito.

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di Redazione web