Il Tirreno

Livorno

Vigili aggrediti alla festa in Corea

Qui a destra, seduto, Pio Gianelli Di lato via Gobetti subito dopo la maxi rissa
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Qui a destra, seduto, Pio Gianelli Di lato via Gobetti subito dopo la maxi rissa

Immobilizzano "Pio", ex prete, ma la folla si ribella: maxi rissa con 30 persone

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 LIVORNO. «Vigili levate le vostre macchine di m.». Pio Gianelli, esasperato dai ripetuti controlli dei vigili alla festa, perde le staffe e sferra un colpo alla macchina della polizia municipale rompendo lo specchietto. Gli agenti non stanno a guardare: bloccano l'ex prete, lo gettano in terra e lo immobilizzano, come si vede nei ghetti americani. Vedendolo messo così, gli amici di "Pio" si precipitano addosso ai vigili. E in mezzo alla strada si forma un gigantesco mucchio, un groviglio di gambe e di braccia. Calci, cazzotti e altro ancora.  Una trentina le persone coinvolte nella colossale rissa di ieri sera in via Gobetti, in Corea, durante la festa organizzata dall'associazione Areoc «Musi..cisti coreani». Alla fine si conta un ferito, Pio Gianelli, che è stato anche identificato dalla polizia per danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale.  Mezz'ora dopo il parapiglia, un gruppo strimpella un pezzo blues, si bevono birre, si ride e si scherza. «Ma se domani i vigili tornano - avverte "Pio", organizzatore della festa - di specchietti gliene rompo due».  Era cominciata come tutte le sere da quando è cominciata la festa in Corea: musica dal vivo sparata a tutto volume, telefonate dei residenti ai vigili e intervento della pattuglia, intorno alle dieci. Che non viene accolta con la fanfara: «Ora ci avete rotto il c.». I vigili chiedono di esibire i permessi, che sono sempre gli stessi della sera prima, «dunque che c'è da controllare?». L'aria si surriscalda, nel frattempo arriva la polizia. Le due auto dei vigili sono piazzate davanti alla sede dell'associazione: «Levate queste macchine di m.» grida Gianelli. «Sì, gli ho detto così - ammette - Perchè ci hanno preso di mira. Gli ho rotto lo specchietto della macchina». E poi? «Mi sono venuti addosso. A me le botte non fanno paura, ma mi hanno conciato bene. Mi hanno storto tutto, erano in otto. Io sdraiato in terra a pancia in giù e loro sopra. I ragazzi non sono stati a guardare». Cioè? «Gli sono andati tutti addosso. C'è stata l'ammucchiata - ride Gianelli - Uno sopra l'altro».  A quel punto - stando a quello che raccontano i testimoni - è intervenuta la polizia, che ha identificato Gianelli: è stato anche medicato dal medico della Svs, sul posto con due ambulanze. «Ho preso tante di quelle botte, ora non sento niente ma domani avrò i lividi. Comunque non ci hanno intimorito». E via, la chitarra attacca un pezzo. Tutti difendono "Pio", in Corea. «E' l'unico che fa qualcosa per il quartiere». Ma l'aggressione ai vigili? «Sono stati loro ad aggredire Pio, lui ha rotto lo specchietto, vero, ma era esasperato». (c.m.)

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di Redazione web