Lutto
Pd, candidature congelate per una settimana
Luciano De Majo
E il gruppo dirigente scende nei circoli per appianare le divisioni interne
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LIVORNO. Nessun rinvio dei congressi, la cui conclusione resta fissata al prossimo 18 ottobre, ma una settimana di sospensione delle ostilità, col gruppo dirigente che si riverserà nei circoli, parlando coi militanti un po' disorientati da tutto quello che si muove nel partito, sperando di non chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati. E' questo l'orientamento col quale il segretario del Partito democratico Marco Ruggeri si è presentato, ieri sera, davanti alla direzione, conclusasi solo in nottata. Stamani i dirigenti del Pd faranno ufficialmente il punto della situazione, spiegando nei particolari come e quando prenderà ufficialmente il via questa tornata congressuale. Ma lo "stop and go" deciso nella direzione di ieri ha come primo risultato quello di congelare la presentazione delle candidature. E se per il congresso della federazione la situazione quasi sicuramente non ne risentirà, visto che ad oggi l'unico candidato in procinto di scendere in pista è Filippo Di Rocca, qualcosa cambierà verosimilmente per l'Unione comunale, dove l'obiettivo sarà quello di giungere a una soluzione unitaria. Ciò significa che i due candidati in pectore, Marida Bolognesi e Adriano Tramonti, che erano prossimi al deposito delle firme a loro sostegno, potrebbero anche farsi da parte in nome del raggiungimento di un'intesa reale, capace di superare nervosismi nascenti - e in qualche modo conclamati - e di centrare il traguardo che Ruggeri si era posto, cioè quello di individuare un candidato che possa mettere d'accordo tutti. Nessuna preclusione, a quanto si è capito, sulla provenienza politica del candidato: resta intatta la disponibilità ad accogliere la candidatura di un nome espresso dai filo-Franceschini. I filo-Bersani un'alternativa ce l'hanno già: il nome di Alessio Ciampini circola da tempo anche se non è mai stato gettato in pasto al dibattito interno al partito. Ieri sera, intanto, l'aria respirata nella direzione ha risentito anche del documento Veltroni-Fioroni-Gentiloni su cui sono confluiti 75 parlamentari democratici. Un fatto che aumenta le difficoltà del Pd: in molti, nel chiuso della riunione andata in scena in via Donnini, hanno tuonato contro questa iniziativa. Difficile, in momenti come questo, trovare nella geografia del Pd livornese, veltroniani che continuino a definirsi tali.
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