Lutto
Ma qui il recupero è un Ufo
LIVORNO. Frugando nel cassetto del circolo Pd di via Garibaldi saltano fuori tre lettere. Tutte indirizzate ai vertici del Comune e del partito. Tutte dedicate ai malesseri di Fiorentina. Tre richieste di aiuto che sono quasi il copia e incolla dell’altra. Salvo il simbolo di accompagnamento: dalla quercia Ds al ramoscello Pd. Cosa c’è di strano? La prima è datata settembre 2005, la seconda novembre 2007 e la terza maggio 2010. Come dire: in cinque anni, da queste parti, è cambiato poco o niente. Qualche marciapiede, un paio di giardini, la piazzetta sbucata in mezzo a via Garibaldi dopo l’abbattimento di una vecchia baracchina. Poi lo spartitraffico di via Giordano Bruno e le nuove ascensori esterne dei palazzoni popolari: forse un pò futuristiche e stonate, ma è così che le ha volute il garante dei beni storici. Fatto sta che «il grosso — come si legge nelle lettere — è ancora lì che aspetta». Sos casa. «Senza un intervento urgente — ha dichiarato qualche giorno fa sollevando un polverone Vladimiro Del Corona, consigliere comunale Pd — questo quartiere si trasformerà in un deserto sociale. Lo strumento principe c’è: si chiama variante anticipatrice dell’abitare sociale, ma è rimasta impantanata in Comune». Se è vero che per il resto delle peroferie nord, Corea e Shangai, il piano di recupero non è flash ma va avanti, per Fiorentina non è mai partito. Anzi, stando alle stesse dichiarazioni dell’assessore Bruno Picchi non esiste proprio: «L’impegno dell’amministrazione non è venuto meno, ma ad oggi non siamo in presenza di alcun bando che possa avere le caratteristiche utili per fare un piano di recupero». Tradotto: strumento urbanistico da approvare, risorse scarse, impossibilità di fare espropri e riassegnare alloggi agli attuali proprietari. Un bel problema in un rione dove gli appartamenti si aggirano ancora sui 40 metri quadri e le carrozzine non passano dalla porta del bagno. Per non parlare del tasso di morosità, dei procedimenti giudiziari e degli interventi dei servizi sociali, che sono tra i più alti di Livorno. Strada in salita. A inizio 2011 saranno pronti 79 nuovi alloggi alla Scopaia e 12 in via Giordano Bruno: molti hanno sperato che a trasferirsi potessero essere proprio le famiglie di Fiorentina, in modo da dare il “la” al risanamento del quartiere. Ma a questo punto la strada sembra davvero tutta in salita. Con un rischio: dopo sette anni di impalcature i 12 appartamenti ricostruiti al posto del palazzo esploso al civico 12 di via Giordano Bruno sono praticamente pronti, ma vuoti. Gli inquilini del civico 14 — venti famiglie, di cui quattro proprietarie — minacciano di impedire la consegna delle case. «Da una vita — raccontano Stefano Morini, Monica Apicella e Stefano Piazzoli — ci sentiamo dire che a breve partirà il progetto di recupero di Fiorentina. Tutto viene solo rattoppato, perché poi dovrà andare giù: ma quando? Anche chi ha comprato casa vive tra le crepe e la muffa». Spaccio, crolli (e lo sport). «Questo circolo non è il male ma la fotografia delle difficoltà del quartiere”. Umberto Giusto è il presidente dell’Arci Divo Demi che si affaccia su piazza Garibaldi e fa parte della Porta Fiorentina. All’esterno si vedono le impalcature e il solaio che crolla: «Abbiamo bisogno di interventi strutturali e di aiuto. Per anni si è parlato della possibilità di realizzare nel capannone una galleria di negozi del quartiere e una sede di associazioni. Poi più niente». Che la “battaglia”, come la chiama lui, sia difficile è sotto gli occhi di tutti. Basta affacciarsi al parco delle Mura Lorenesi: belle, ma ancora incomplete. Con un covo fatto di disperazione e siringhe. «Se si vuole davvero risanare Fiorentina — chiude Giusto — bisogna ripartire dai più piccoli, dall’asilo: non può andare avanti in un contesto di degrado simile. Poi ci sono le società sportive: calcio, danza, pattinaggio. Vanno incentivate e non ostacolate. Lo stesso circolo è uno degli unici veri punti di aggregazione per chi ha più di trent’anni e magari ha sempre vissuto tra via Giordano Bruno e il mercato ortofrutticolo ». Così non c’è da stupirsi se l’ipotesi di spostare anche solo una piccola pista di pattinaggio può trasformarsi in una guerra: «I ragazzi, lo sport, sono le uniche risorse di Fiorentina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
