Italia
Discarica del Limoncino il Pd vuol vederci chiaro e intanto si divide
Juna Goti
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LIVORNO. «Prima di andare al massacro in commissione e in consiglio è meglio confrontarsi a quattr'occhi». Il capogruppo del Pd in Comune, Gabriele Cantù, non si nasconde dietro a un dito. «Sulla questione del Limoncino - dice - ci sono letture e opinioni diverse sia all'interno della coalizione di governo che, non lo nego, nello stesso gruppo democratico. Abbiamo bisogno di un confronto e di un approfondimento serio. Ci incontreremo, ma voglio essere chiaro: non è detto che sia possibile ricomporre tutte le posizioni».
Ieri mattina, a palazzo Civico, era in programma la riunione della sesta commissione dedicata alla discarica del monte La Poggia: ma il botta e risposta è stato rinviato in vista del vertice di maggioranza doppio (con i consiglieri di entrambi i "palazzi") che si terrà lunedì pomeriggio in Provincia. Con quale obiettivo? Prima di ricucire (se possibile) gli strappi, c'è - come dice lo stesso Cantù - da capire. «Intanto - interviene il capogruppo - c'è da vedere il procedimento amministrativo che ha portato al rilascio delle autorizzazioni: a che punto sta, i passaggi, le forme. Poi entreremo nel merito della questione: quali materiali potranno raggiungere la discarica?
Perché se parliamo del risanamento di una cava con calcinacci e terra l'operazione oltre che corretta è encomiabile, ma se le categorie di sostanze ammesse nel sito fossero troppe e dubbie...». Ieri nei circoli democratici l'affare Limoncino ha quasi tenuto testa al mega affare congresso: molti dirigenti del partito si sono lamentati della mancata! informazione e hanno chiesto chiarimenti sia sul tipo di sostanze evid enziate nell'autorizzazione della Provincia, sia sul (mancato) coinvolgimento del gestore pubblico dei rifiuti, ovvero Aamps. Nel resto della maggioranza non va meglio: l'unico elemento che nell'ultimo periodo sembra avere messo d'accordo Sel e Idv è proprio la firma della petizione contro la discarica.
Hanno detto no Lamberto Giannini, Lorenzo Del Lucchese e Andrea Romano. Come andrà a finire? «Prima - chiude Cantù - vediamo le carte: se ci sono categorie di rifiuti a rischio faremo l'impossibile per eliminarle dalla convenzione. Ma è solo una delle tante ipotesi. Di certo c'è che teniamo tutti alla salute dei cittadini e dell'ambiente. Non solo chi è andato a firmare». La commissione è stata rimandata a mercoledì mattina: subito dopo si riunirà il consiglio.
Ieri mattina, a palazzo Civico, era in programma la riunione della sesta commissione dedicata alla discarica del monte La Poggia: ma il botta e risposta è stato rinviato in vista del vertice di maggioranza doppio (con i consiglieri di entrambi i "palazzi") che si terrà lunedì pomeriggio in Provincia. Con quale obiettivo? Prima di ricucire (se possibile) gli strappi, c'è - come dice lo stesso Cantù - da capire. «Intanto - interviene il capogruppo - c'è da vedere il procedimento amministrativo che ha portato al rilascio delle autorizzazioni: a che punto sta, i passaggi, le forme. Poi entreremo nel merito della questione: quali materiali potranno raggiungere la discarica?
Perché se parliamo del risanamento di una cava con calcinacci e terra l'operazione oltre che corretta è encomiabile, ma se le categorie di sostanze ammesse nel sito fossero troppe e dubbie...». Ieri nei circoli democratici l'affare Limoncino ha quasi tenuto testa al mega affare congresso: molti dirigenti del partito si sono lamentati della mancata! informazione e hanno chiesto chiarimenti sia sul tipo di sostanze evid enziate nell'autorizzazione della Provincia, sia sul (mancato) coinvolgimento del gestore pubblico dei rifiuti, ovvero Aamps. Nel resto della maggioranza non va meglio: l'unico elemento che nell'ultimo periodo sembra avere messo d'accordo Sel e Idv è proprio la firma della petizione contro la discarica.
Hanno detto no Lamberto Giannini, Lorenzo Del Lucchese e Andrea Romano. Come andrà a finire? «Prima - chiude Cantù - vediamo le carte: se ci sono categorie di rifiuti a rischio faremo l'impossibile per eliminarle dalla convenzione. Ma è solo una delle tante ipotesi. Di certo c'è che teniamo tutti alla salute dei cittadini e dell'ambiente. Non solo chi è andato a firmare». La commissione è stata rimandata a mercoledì mattina: subito dopo si riunirà il consiglio.
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