Il Tirreno

Livorno

Chelucci, verso l'islam un rancore storico

Pasquale Napolitano
Chelucci, verso l'islam un rancore storico

Chi è l'uomo che ha promosso il volantinaggio anti-moschea di oggi

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 LIVORNO. Fabrizio Chelucci, Movimento autonomista toscano (nella foto), ha creato non poche polemiche con l'idea provocatoria di distribuire carne di maiale in centro contro la costruzione della moschea. Stamani distribuzione di maiale non ci sarà, per lo stop imposto dalla questura, ma ci sarà un volantinaggio e una colazione a base di pane e salame.  L'idea è nata da un incontro con il consigliere comunale di Collesalvetti Emiliano Baggiani. «Con Baggiani - afferma Chelucci - esiste uno scambio di idee forte e costante: spesso discutiamo ed elaboriamo numerosi progetti. Anche la provocazione della carne è nata da entrambi e Emiliano ha contribuito a organizzarla».  Il livornese Chelucci ha 61 anni, ma la sua diffidenza nei confronti dei musulmani è vecchia. Un rancore che coltiva dall'estate del '72. Il segretario del Mat ha iniziato a navigare, come ufficiale motorista, a sedici anni e quell'anno si trovava a Bizerta. «Avevo conosciuto Stefania - racconta - figlia di un italiano che aveva un incarico fisso all'interno dell'ambasciata. Una bellissima ragazza con cui, anche se fidanzata, avrei avuto volentieri una storia». Stefania aveva tre amiche musulmane (Miriam, Rachida e Friha) e uscire insieme diventò un problema: «Ad ogni passeggiata ricevevo brutti sguardi». Così Stefania spiegò che forse era meglio evitare ulteriori icontri: «La comunità islamica stava emarginando sempre di più le tre musulmane».  Pochi locali, si usciva soprattutto il pomeriggio. Il segretario del Mat frequentava le case chiuse di quel Paese: «Sceglievo alla cassa una delle ragazze, tenute al primo piano. Dopo aver ricevuto una medaglietta col numero della stanza, venivo disinfettato e accompagnato al piano superiore. Sarò stato lì più di cento volte».  Chelucci torna a casa e apre un officina meccanica navale con due sedi (Piombino e Cascina). Molti lavoratori assunti sono stranieri e Fabrizio non si fida: «A volte litigano anche tra di loro minacciandosi di morte».  Chelucci non avrebbe mai consentito alle sue due figlie di sposarsi con due musulmani: «Io seguo la linea "moglie e buoi dei paesi tuoi"».  Il segretario del Mat inizia ad interessarsi alla politica dieci anni fa, seguendo le proposte e i programmi della Lega nord. Sempre più attrato dal partito di Bossi, diventa militante nel 2007, convinto dall'amico Emiliano Baggiani, segretario quell'anno della Lega a Livorno. Chelucci, autofinanziandosi completamente la campagna elettorale, prende anche 20 voti.  Poi con l'espulsione di Baggiani, anche Fabrizio lascia: «Era cambiata troppo la mentalità della Lega Nord. Molte persone provenienti da Alleanza nazionale contribuirono a far perdere di vista il federalismo».  Così Chelucci passa al Mat, con la collaborazione del fondatore Alessandro Mazzerelli: «Il presidente e Bossi si divisero i compiti. Uno si occupò della Toscana, l'altro creò la Lega Nord».

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di Redazione web