La protesta
Questionario a 330 autisti Atl
Roberto Riu
L'Inail avvia un'indagine pilota sulla sicurezza
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LIVORNO. L'adozione di comportamenti utili alla prevenzione ed alla riduzione degli infortuni sul lavoro passa anche attraverso lo studio della percezione e della propensione al rischio. Un'indagine sui rischi che, prima del genere in Italia, vede coinvolta un'azienda di trasporto pubblico, nel nostro caso l'Atl, attraverso un progetto promosso dall'Inail di Livorno e realizzato in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Ad illustrare il progetto hanno provveduto il direttore provinciale dell'Inail Romolo Mazzei, il direttore regionale Aniello Spina, il presidente di Atl, Alfredo Fontana, e la professoressa Fabiana Gatti del Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione presso la Cattolica di Milano. Presenti anche esponenti delle rappresentanze sindacali dei lavoratori dell'Atl, in particolare autisti, ai quali è indirizzata l'indagine. Nei prossimi giorni saranno infatti consegnate 330 schede (destinate a restare anonime) ad altrettanti autisti dell'Atl recanti ognuna tre serie di quesiti con risposte graduate da uno a sei: la prima sequenza è relativa alla "percezione dal parte del lavoratore verso la cultura della sicurezza in azienda". Le altre due serie sono invece rivolte alla "propensione al rischio" ed alla "percezione del rischio" nella quotidianità del lavoro di autista di autobus. «Dall'elaborazione dei questionari - spiega Mazzei - scaturiranno quelle criticità che saranno al centro di un corso di formazione rivolto a quaranta lavoratori che, a cascata, riporteranno ai colleghi quanto acquisito». Nel complesso l'intero progetto, interamente finanziato dall'Inail, si concluderà nel febbraio prossimo e potrà fungere da prototipo per le altre aziende di trasporto pubblico della Toscana.
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