La protesta
Terrore tra i passeggeri
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Il comandante Zaccagnini L'uomo bloccato da un carabiniere in licenza
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LIVORNO. «La gente era terrorizzata, c'erano dei bambini... La paura c'è stata. In vent'anni da comandante è la prima volta che mi capita una cosa del genere». Gianfranco Zaccagnini è il comandante del Moby Aki. Ha alle spalle decenni di esperienza. Eppure è sconvolto per l'episodio successo sulla sua nave. «Il colpo esploso è stato uno solo e tra l'altro non è stato trovato il proiettile, non c'era neppure un buco. È strano. Io stesso ho recuperato l'arma nella sua borsa del computer». Subito dopo l'esplosione del colpo dalla pistola dell'agente della penitenziaria, il comandante è intervenuto sul posto, dove già c'era il carabiniere in licenza. «Ci ha seguito senza problemi in ufficio, poi ha cominciato ad agitarsi. Ha avuto una crisi di emotività. Io ho visto una persona che non ci stava con la testa. Per questo la dottoressa di bordo è stata con lui 5 ore, pronta a intervenire se necessario. E ho disposto che la porta della cabina fosse lasciata aperta per evitare che lui si sentisse troppo oppresso». Il poliziotto è stato descritto come smarrito: non è facile per chi di mestiere fa l'agente penitenziario ritrovarsi piantonato per un'intera serata. «Alla fine per fortuna non è successo niente di grave. Lui si è ripreso e ha chiesto scusa a tutti, ha detto che manderà lettere di scuse e ringraziamento a tutti noi», conclude il comandante. (l.l.)
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