Gioco
Rabbia alle Gramsci «La scuola apre tardi noi dobbiamo pagare»
Dania Dibitonto
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LIVORNO. Entrano a scaglioni i bambini della scuola elementare Gramsci di via Campania, nel loro primo giorno di scuola. L'ingresso a orari diversi provoca qualche fraintendimento fra i genitori, qualcuno si arrabbia per non essere stato correttamente informato. Altri sono in paziente attesa che suoni la campanella d'entrata, e dai loro commenti emerge che i tagli della riforma Gelmini pesano soprattutto sul tempo pieno. «Non è più come prima - conferma una mamma - abbiamo iniziato in prima con più maestre, ore di compresenza, i bambini venivano divisi in gruppi per svolgere diverse attività, adesso tutto questo è sparito». Sì perchè se a livello di forma nulla è stato toccato (i bambini escono ogni giorno alle 16.30), contenuti e qualità del tempo pieno sembrano essersi impoveriti: «Una maestra da sola deve gestirsi una classe di venticinque figlioli - aggiunge una mamma - e non tutte ci riescono bene. Noi mamme sappiamo che sono stanche e demotivate, ma alla fine sono sempre i bambini a rimetterci». I tagli influiscono anche sulla sicurezza. «Il cancello della scuola apre alle 8.25 in punto - spiega un papà - ma chi deve andare a lavorare prima non può lasciare un bambino qui sul marciapiede da solo, col rischio che finisca sotto a una macchina». L'unica scelta è pagare il pre-scuola. «Per farli entrare prima ci chiedono 75 euro all'anno - continua un altro papà - un costo inutile, basterebbe aprire prima il cancello.» Ma una nota positiva che vede tutti i genitori contenti c'è: «La mensa è un servizio che funziona bene, soldi spesi bene - dice una mamma che non trova motivi di lamentela -, inoltre i bambini non devono portarsi la merenda da casa perchè la distribuiscono a scuola. Alle 10.30 danno uno spuntino a base di frutta, io sono contenta perchè così imparano a non mangiare schifezze durante il giorno».
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