Lutto
Il no-happy hour dei precari
Cristiana Grasso
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Un momento dellaperitivo organizzato dai precari della scuola ieri alla Vela Alla Vela un aperitivo per difendere l'istruzione
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C'è la sangria e c'è pure la musica, ci sono il tramonto sul mare, la salsa piccante, gli stuzzichini. Location La Vela, tempio dell'aperitivo informale, suggestivo, rilassato. Ma quello di questo tardo pomeriggio che sembra d'estate non è proprio un happy hour. «Caso mai un un-happy hour», qualcosa tipo l'ora infelice anziché l'ora felice. Scherza, ma non troppo, Patrizia Villa che assieme a Rossana Fatighenti è un po' l'anima di questa festa dei lavoratori della scuola (lavoratori della conoscenza, preferiscono definirsi loro) che dopo una giornata di tensione, l'assemblea e la rabbia, ieri hanno voluto ritrovarsi per continuare a discutere e a lottare, ma con il sorriso sulle labbra. Le parole di Sting cantate da Elisabetta Bini con Stefania Casu al pianoforte e Salvatore Speranza alla chitarra, e poi il cabaret di Carla Benvenuti. Tutti lavoratori della scuola, soprattutto prof, insegnanti, moltissimi precari ai quali la legge tagliatutto toglie quasi tutte le speranze. Il messaggio è chiaro: i tagli sulla scuola sono una tragedia, ma noi combattiamo senza farci abbattere. E la battaglia continua anche con linguaggi diversi, con la festa e con le chiacchiere, che alla fine non sono solo chiacchiere e si va sempre a finire lì, il disastro che sta avvelenando la vita e la coscienza di questi lavoratori. E ci si dà pure appuntamento a oggi pomeriggio per il presidio davanti al provevditorato. Capannelli, amari brindisi a un futuro che si vede nero. «Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini» porta scritto su una maglietta verde una delle prof più giovani, sembra una ragazzina, ha i rasta e tanta voglia di combattere. «E anche con un aperitivo si può combattere, perché per difendere i diritti di tutti ogni momento è buono».
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