Gioco
Il mercato dell'usato non esiste più
Ludovica Monarca
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Ragazzi ieri al momento dellingresso al Vespucci Una mamma si sfoga: nessuno pensa a chi è in difficoltà
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LIVORNO. Riparte la scuola e, nonostante il tempo passi, certe cose non cambiano mai: il suono della campanella, la nostalgia delle vacanze appena finite, la scelta del compagno di banco, l'emozione dell'ultimo anno e della maturità che si avvicina e, purtroppo, le polemiche sul costo dei libri. Si discute tanto, si protesta tanto, ma la situazione ogni anno sembra immutata. «È sempre la stessa storia», lamenta Tiziana, mamma della quattordicenne Asia studentessa del primo anno alla scuola magistrale Niccolini-Palli, «Ogni volta i professori promettono che sarà facile trovare i libri usati e che, nella scelta dei testi, terranno conto delle possibili difficoltà economiche delle famiglie, ma la spesa si aggira sempre attorno ai 350 euro senza contare il diario, i quaderni e il resto della cancelleria. È una follia». Parere condiviso dalla maggiorparte dei genitori dei liceali livornesi che, ieri, hanno varcato i cancelli della loro scuola. Uno strano inizio, data la grande assenza della maggiorparte dei professori, che ha lasciato a casa molte classi. I ragazzi però non sembrano interessarsi particolarmente alle vicende che riguardo la protesta in atto e si limitano, com'è tipico degli adolescenti, a gioire delle ore guadagnate di "libertà" per poter far finta, anche se solo per un giorno in più, che l'estate non sia ancora finita. «È il mio ultimo anno», dice Andrea, studente al Vespucci di 17 anni, «Nonostante sia solo il primo giorno di scuola non vedo l'ora di arrivare alla maturità e lasciarmi alle spalle il liceo. Credo andrò all'università, mi piacerebbe fare ingegneria o forse anche matematica, chissà». Anche questo non cambia mai: quando si è seduti tra i banchi di scuola non si vede l'ora di superare gli anni del liceo per poi, appena voltato l'angolo, averne subito una grande nostalgia.
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