Gioco
I precari fanno causa alla Mtm
Cristiano Meoni
Nel mirino l'alternanza di contratti a termine e interinali
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LIVORNO. Un contratto dopo l'altro, senza pause. E senza l'assunzione a tempo indeterminato. Alla Mtm, la fabbrica che installa impianti gpl sulle auto nuove, questo sistema è andato avanti fino a quando l'azienda ha avuto bisogno di manodopera flessibile, cioè fino a qualche mese fa, prima che iniziassero i licenziamenti di massa. Adesso gli operai, in alcuni casi precari da due anni, presentano il conto: faranno causa all'azienda, chiedendo al giudice il riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminati. Cinque di loro si sono già rivolti alla Cgil. Un'ondata di cause potrebbe dunque abbattersi sulla multinazionale del gpl auto. Perchè il sistema di alternare contratti a termine e lavoro somministrato, appoggiandosi alle agenzie interinali, spesso senza far intercorrere tra i due contratti la necessaria pausa prevista dalla normativa, è stato generalizzato nella disordinata fase di start-up dell'azienda a Livorno. Come indica, del resto, l'esperienza di uno dei lavoratori che si sono rivolti al sindacato, Riccardo Angiolini. «Nell'agosto del 2008 - racconta - sono stato assunto dalla Mtm con un contratto di sei mesi, prorogato di altri sei alla sua scadenza, a cui è seguito un contratto interinale di due mesi con la Kelly Service. Poi sono stato nuovamente assunto dalla Mtm, per sei mesi più altri cinque di proroga, per essere licenziato nel luglio scorso». In definitiva: «Ho lavorato per due anni alla Mtm con contratti diversi, ma non sono stato assunto. E come me tanti altri lavoratori». Barbara Celati, responsabile del Nidil Cgil, conferma di aver ricevuto diverse segnalazioni: «Tra un contratto e l'altro serve uno stacco temporale, che può variare tra gli 8 e i 20 giorni. Nei casi che ho esaminato lo stacco non c'è stato. Sì, stiamo valutando di presentare le cause». Altre grane in vista per la Mtm, dunque, già alle prese con una difficilissima situazione di mercato. Stamani l'azienda incontrerà i sindacati alla sede di Confindustria per comunicare che i 30 lavoratori in scadenza il 30 settembre non possono essere confermati - essendo già stati prorogati una volta - e che per tutti gli altri sarà attivata la cassa integrazione ordinaria. In fabbrica resteranno 170 persone: un quarto del periodo boom, quando Mtm è arrivata a 700 dipendenti.
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