Il Tirreno

Livorno

Sequestrata area sul Pontino

Sequestrata area sul Pontino

Discarica abusiva, scattano i sigilli della guardia di finanza

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 LIVORNO. Un cantiere adibito a discarica. E scattano i sigilli della Guardia di finanza. Lunedì mattina le fiamme gialle del Roan hanno sequestrato un'area di mille metri quadri sul Pontino, sugli Scali Dogana d'acqua. Secondo quanto ipotizzato dai militari, all'interno del terreno - di recente disboscato - venivano depositati rifiuti speciali pericolosi e non. All'esterno dell'area ora si possono leggere due cartelli di sequestro, con conseguente divieto di accesso. Un'iniziativa accolta con soddisfazione dai residenti: «Erano 10 anni che aspettavamo questo momento».  L'operazione del Reparto operativa aeronavale, comandato dal colonnello Luca De Paolis, è scattata nella prima mattinata. Le indagini vanno avanti da tempo e non sono ancora concluse.  Secondo quanto emerso, all'interno dei mille metri quadri venivano depositati da camioncini rifiuti derivanti da cantieri, quali transenne, inerti e materiali analoghi. Si tratta di rifiuti che, come ipotizzato dagli investigatori, possono essere anche pericolosi. E che comunque andrebbero smaltiti secondo una procedura particolare che ha dei costi elevati.  L'area in questione, che appartiene a un privato, è recintata da un muro sconnesso e ha un doppio accesso: sugli Scali della Dogana d'acqua e anche sul davanti, sugli Scali del Pontino, dove c'è un cancello.  Come testimoniano i residenti, spesso durante il giorno, camion carichi di rifiuti accedevano all'area dall'ingresso laterale degli Scali della Dogana d'acqua e scaricavano la roba. Inoltre, quel terreno di recente è balzato alle cronache per un disboscamento: lì infatti si trovavano degli olmi, abbattuti tra fine maggio e inizio giugno per far posto a nuove costruzioni, ad opera della società Liburna. Tutto quindi faceva pensare che presto nell'area sarebbero state costruite nuove case. Solo che all'interno del recinto, negli ultimi tempi, si sono viste solo montagne di laterizi e cumuli di transenne. Fuori dai cancelli, invece, oltre ai cartelli di sequestro della finanza, c'è solo un avviso che parla genericamente di costruzioni imminenti: "Proprietà privata - Divieto di accesso per inizio lavori di ricostruzione".  L'indagine del Roan è tuttora aperta e si attendono nuovi sviluppi nelle prossime settimane.  Intanto c'è soddisfazione tra i residenti, primi fra tutti Laura Camilletti che abita in zona, da sempre sensibile ai problemi del suo quartiere. «Da dieci anni quest'area è sempre stata incolta. Prima era rifugio di barboni e tossici - racconta la donna - Poi è diventata rimessaggio di transenne e altri materiali da cantiere. Finché c'erano gli alberi poi, almeno da un punto di vista estetico, la situazione era migliore e i rifiuti si vedevano meno. Ma dall'inizio dell'estate tutto è precipitato. Ci auguriamo - aggiunge la Camilletti - che questo sequestro porti un po' di ordine in un'area che ne ha certamente bisogno». L.L.

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di Redazione web