Il Tirreno

Livorno

Pensionamenti e assunzioni all'Eni

Cristiano Meoni
Un anno fa la protesta degli operai dell’Eni: cancelli presidiati e striscioni contro Klesch
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Un anno fa la protesta degli operai dell’Eni: cancelli presidiati e striscioni contro Klesch

Raffineria, ecco il piano. 110 milioni per nuovo impianto e manutenzione

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 LIVORNO. Pensionamenti, ma anche assunzioni. Settanta milioni da spendere in tre anni, più quaranta milioni per la manutenzione generale dell'impianto, prevista per il prossimo aprile. Dopo un'attesa di un anno, l'Eni ha presentato il piano industriale della raffinazione 2010-2013. E Livorno c'è. Non era scontato, dopo che l'anno scorso il gruppo petrolifero aveva cancellato la raffineria di Stagno dai suoi programmi, giungendo a un passo dal venderla al finanziere americano Gary Klesh. La battaglia, vittoriosa, fatta dagli operai ha pagato e ora non si parla più di chiudere l'impianto, nè di venderlo, ma si lavora con un'orizzonte di almeno otto anni: il ministero dell'ambiente ha appena rilasciato all'Eni l'autorizzazione integrata ambientale per consentire l'attività fino al 2018. E si sta già ragionando, negli ambienti Eni, della fermata generale del 2014 per la manutenzione degli impianti. Tanto per ricordare da dove veniamo: esattamente un anno fa gli operai della raffineria presidiavano i cancelli della raffineria al grido di "Klesh go home".  Adesso perlomeno c'è un piano industriale. Che - certo - non contiene interventi risolutivi. Ma il fatto che l'Eni abbia messo alla voce Livorno 110 milioni elimina ogni residuo dubbio che il colosso petrolifero voglia andarsene. Il budget triennale è di 70 milioni, 40 milioni saranno inoltre spesi per la manutenzione generale, che fermerà la produzione per un mese la prossima primavera. E' prevista la sostituzione dell'attuale torcia lubrificanti, quella da cui si sprigiona una delle due fiammelle che si levano dalla raffineria. Nel piano anche diverse migliorie (dai serbatoi alle valvole motorizzate). Non c'è alcun aumento o miglioramento della capacità produttiva, ma nessuno si faceva illusioni: la raffinazione è in crisi - l'Eni perderà quest'anno quasi 1 miliardo - e il gruppo dove può taglia. Come a Gela, dove il piano triennale prevede 400 esuberi.  Peraltro Livorno non è più l'agnello sacrificale, forse anche perchè è tornata in pareggio grazie al fatturato proveniente dai lubrificanti che ha compensato il calo dei prodotti petroliferi. Ma è evidente che anche a Livorno l'Eni cercherà di recuperare "efficienza": tradotto dal lessico economico, di risparmiare sui costi, mandando a casa un bel po' di lavoratori in età pensionabile.  L'8 settembre la direzione della raffineria ha illustrato i dettagli del piano alla rappresentanza sindacale unitaria e nei prossimi giorni partiranno le trattative sui singoli punti. Sarebbero almeno una cinquantina i lavoratori da pensionare - incentivati - liberati attraverso alcune modifiche organizzative. Ma l'azienda ha anche dichiarato che gli organici saranno reintegrati con 10-15 assunzioni: si cercano diplomati tecnici, con un punteggio di almeno 70/100.  Che l'orizzonte della raffineria si sia spostato in avanti lo segnala anche il riaffidamento degli appalti alle imprese dell'indotto: appalti di tre anni, prorogabili di altri due. I problemi non mancano. «Ma - si spiega all'Eni - adesso Livorno è rientrata nei piani del gruppo, mentre l'anno scorso non lo era più. Possiamo tutti lavorare più serenamente».

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