Lutto
Al banchetto di via Grande raccolte più di 200 firme in appena due ore: così la petizione ha già superato quota 5.000
Il comitato no-discarica va in procura
Juna Goti
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Il consigliere comunale Marco Cannito raccoglie le firme su incarico del comitato. Sotto unimmagine della protesta nei giorni scorsi al Limoncino Pronto l'esposto che conterrà una relazione tecnica. Intanto prosegue il blocco dei camion
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LIVORNO. Nessuna tregua. Anzi, il comitato anti-discarica ha intenzione di passare all'attacco e sta preparando un esposto-denuncia da presentare in procura nei prossimi giorni. Tutto questo mentre l'ingresso per i camion di Bellabarba all'ex cava resta off limits: sono ormai venti giorni (e venti notti) che gli abitanti delle aree collinari presidiano l'imbocco della strada che porta al monte La Poggia. Ma ora la ditta Bellabarba, proprietaria dell'area destinata a diventare una discarica di rifiuti speciali inerti, ha chiesto al comitato di lasciare passare almeno i mezzi pesanti diretti ai cantieri edili sparsi in città: uno di questi è il Borgo di Magrignano, dove i lavori di completamento delle urbanizzazioni non potranno andare avanti fino a quando non scenderà dal Limoncino il materiale, per lo più pietrisco, lavorato in cava. Il vicesindaco Cristiano Toncelli ha lanciato un appello ai manifestanti affinché consentano il passaggio di almeno una decina di mezzi al giorno. Ma la risposta è stata negativa e Bellabarba - che ha già perso quasi un mese di lavoro - potrebbe rivolgersi da un momento all'altro alla questura per chiedere lo sgombero della strada. E' una situazione ad alto rischio e per questo motivo il questore e il sindaco si sono tenuti anche ieri in stretto contatto telefonico per individuare una soluzione "pacifica". Intanto i rappresentanti del comitato restano fermi sulle proprie posizioni: «Non vogliamo una discarica sulle sorgenti della villa del Limone». E' questa la scritta che ieri mattina campeggiava su un cartello sistemato in via Grande, all'angolo con via del Giglio. Sotto ai portici, in poco più di due ore, il comitato ha raccolto 220 firme, superando in totale quota 5mila. Ad autenticarle il consigliere comunale e leader di Città Diversa, Marco Cannito, che proseguirà la raccolta fino al 18 settembre: la mattina sempre all'angolo con via del Giglio, il pomeriggio in piazza Cavour. «Siamo stati noi - chiarisce la portavoce, Rosaria Scaffidi - a chiedergli aiuto. Non vogliamo che i partiti politici mettano la bandierina su questa protesta e Cannito rappresenta una lista civica». Ma che fine faranno le firme? Oltre a «testimoniare la contrarietà di tanti livornesi alla discarica», saranno allegate a un esposto che il comitato presenterà nei prossimi giorni alla procura della Repubblica e che sarà accompagnato da una relazione-denuncia dei tecnici di parte. «Non è una accusa contro qualcuno - precisa Scaffidi - ma una richiesta di accertamenti per verificare se esistono eventuali fatti da perseguire». Intanto non sono previsti nuovi tavoli con le istituzioni fino a quando il comitato non avrà in mano la relazione dei propri esperti ("almeno una decina di giorni"), ma non è detto che Bellabarba possa aspettare tanto.
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