Gioco
Ultimatum di Bellabarba al comitato anti-discarica «Fate passare i camion»
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Unimmagine della protesta del Limoncino e lincontro in Comune tra Toncelli (con Nista) e il comitato 3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. «Rivolgo un appello al comitato perché prenda in considerazione le richieste di Bellabarba e perché, fermo restando l'impegno a non andare avanti con i lavori della discarica, non faccia ricadere sulla ditta e su altre realtà del territorio tutto il peso del blocco». Così il vicesindaco e assessore all'ambiente Cristiano Toncelli si è rivolto al comitato che dice no alla realizzazione di una discarica al posto dell'ex cava del monte La Poggia. Lo ha fatto nel pomeriggio di sabato scorso, quando si è presentato davanti ai manifestanti che da giorni - 18 per l'esattezza - stanno contestando lungo la strada che porta alla discarica. «Cerchiamo di non procurare danni a chi è estraneo a questa vicenda», ha aggiunto il vicesindaco nell'incontro con il comitato che continua la sua protesta all'angolo tra via della Valle Benedetta e via del Limoncino, dove viene bloccato il passaggio dei mezzi in entrata e in uscita dall'ex cava. «I proprietari - chiarisce Toncelli - hanno chiesto di fare uscire una decina di camion al giorno: servono per trasferire 29mila metri cubi di materiale proveniente dalla cava, per lo più pietrisco, nei cantieri sparsi in città. Uno di questi è il Borgo di Magrigano». Ma a quanto pare, l'incontro lampo di sabato non ha sortito gli effetti desiderati. Il vicensindaco Toncelli, dopo il confronto, ha spiegato che «il comitato non ha accettato le richieste e a questo punto temiamo che la proprietà decida di fare i propri passi rivolgendosi alla questura. La situazione è critica». Bellabarba, proprietario dell'area, non usa troppi giri di parole per far capire che la pazienza, da parte sua, sta per finire. «Abbiamo perso un mese di lavoro - dice - e ora siamo davvero al limite. Con l'autunno arriveranno le piogge: il problema non è tanto la discarica, quanto gli altri cantieri che hanno bisogno di materiale e movimentazione di mezzi. Dobbiamo fare i conti con le nostre stazioni appaltatrici: per tutelarci, anche in vista di un possibile cammino legale, invieremo a tutti una lettera per spiegare che siamo impossibilitati a procedere con i lavori». Se è vero che gli enti locali e la proprietà si sono impegnati a non completare l'impianto di rifiuti fino a quando non sarà chiuso il confronto con il comitato è vero anche, come fanno notare i manifestanti, che "caricare il materiale sui camion significa di fatto svuotare la cava e preparare il letto della futura discarica". «Non ci muoveremo da qui - è il coro unanime che arriva dal Limoncino - fino a quando non sarà pronta la relazione dei nostri tecnici». Domani è previsto un nuovo sopralluogo: sul monte La Poggia arriveranno alcuni ricercatori e geofisici dell'università di Pisa. Ma per avere le carte ci vorrà ancora qualche giorno. «Solo a quel punto - proseguono i manifestanti - potremo sederci intorno a un tavolo». Le lancette scorrono e il blocco pesa: così stamani è in programma una delicata riunione tra Bellabarba, gli amministratori e i rappresentanti delle forze dell'ordine. Per contromossa il comitato invierà un esposto agli enti preposti per "denunciare l'inadeguatezza dalla strada che dovrebbe sopportare il traffico della discarica". In più la raccolta firme si sposterà ogni mattina in via Grande (angolo via del Giglio) e ogni pomeriggio, dalle 16.30 alle 19, in piazza Cavour. "Il dialogo con le istituzioni - chiude Toncelli - è assolutamente aperto. Voglio negare con la massima forza che ci sia la volontà di fare uno scambio discarica - annessi agricoli abusivi. Non c'è da parte nostra e non c'è da parte dei manifestanti: le due questioni sono distinte. Il fatto che a carico della portavoce del comitato ci sia un provvedimento amministrativo non significa nulla: la riteniamo un'interlocutrice valida e affidabile».
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