Il Tirreno

Livorno

«Delusa dalla Venezia: vado via»

«Delusa dalla Venezia: vado via»

La grafica Anna Laura Bachini: è un quartiere spento

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 LIVORNO. Il prossimo 21 settembre esporrà a Genova i suoi lavori su Caproni, nella mostra organizzata a Palazzo Doria Spinola grazie all'interessamento di Silvana, la figlia del grande poeta; intanto le sue borse e complementi d'arredamento, dopo Livorno, stanno conquistando anche Firenze e Siena. Eppure Anna Laura Bachini, l'artista grafica che tra l'altro ha firmato i grandi pannelli di benvenuto piazzati a tutti gli ingressi della città, ha un rammarico: «Se le cose non cambieranno - spiega - dovrò lasciare il mio atelier in via Borra, nel cuore della Venezia che ha ispirato i miei lavori».  Perché Anna Laura Bachini è arrivata a prendere una decisione del genere, lei che degli scorci dell'antico quartiere ha fatto uno dei principali leit motiv delle sue opere?  «Perché il quartiere vive solo dieci giorni l'anno - risponde - in cui c'è un assalto, che a volte diventa perfino eccessivo, mentre per il resto dell'anno è il deserto. E chi come me ci lavorara alla fine deve fare i suoi conti».  E' il pomeriggio di domenica e Anna Laura Bachini è nel suo atelier, tra paralumi, borse di tutti i tipi (tra cui la serie di porta pc con le immagini di Livorno che gli ha commissionato la Provincia) e immagini che dalle pareti trasudano del suo amore per la sua città natale dove è riuscita a tornare dopo aver lavorato diversi anni a Firenze. Fuori, il sole dardeggia su una via Borra assolutamente deserta, a parte qualche rarissimo passante e qualche turista spaesato che cerca di orizzontarsi con una mappa di Livorno. Il grosso dei crocieristi, come sempre, si raggruppa nella vicina piazza del municipio. In attesa di essere portata a Pisa dai pullman.  «Ecco quello che succede adesso - accusa Anna Laura Bachini mostrando un depliant in varie lingue - si pubblicizza la gita in bus scoperto a Livorno con una foto della Torre di Pisa. Eppure anche la Venezia meriterebbe di essere visitata».  E' uno dei problemi su cui Anna Laura, che nella comunicazione lavora, punta il dito: «La gente, livornese e non, italiana o straniera, non ha la consapevolezza di questo quartiere, che addirittura non è nemmeno classificato come "centro storico" di Livorno, anche se è qui che la città si è originata. Sì, manca proprio la comunicazione, la gente non sa cosa c'è qui: mi capita di parlare con persone che si stupiscono del mio atelier passandoci davanti, come se fosse una novità, anche se ormai sono qui da un paio d'anni»  Ma oltre a questo, sono anche altre le note dolenti su cui la grafica livornese pone l'accento: «Io non voglio fare polemica con il Comune, con cui ho lavorato bene durante questi anni - precisa - e che so bene avere in cantiere diversi importanti progetti per la Venezia, ma nell'attesa cosa succede a noi che in questo quartiere lavoriamo?».  Ecco che nasce la decisione di pensare al trasloco, magari anche approfittando delle varie proposte, tra cui aprire dei "corner shop" (spazi dedicati ed esclusivi) in qualche prestigioso centro commerciale.  «E' vero che potrei andar via, ma io vorrei restare qui - precisa Anna Laura Bachini - per un fatto di amore verso questo quartiere e la sua storia. Proprio per questo, oltre a indicare i problemi, vorrei anche essere propositiva su come risolverli. La prima cosa che ritengo necessaria, è quella che proprio il Comune, attraverso l'assessorato al commercio e turismo, annunciò un paio di anni fa: oltre all'Effetto Venezia vero e proprio sarebbero stati organizzati, ogni mese, dei "piccoli" Effetti Venezia - quella sarebbe sicuramente una buona idea per creare delle occasioni, sia commerciali che culturali, di venire nel quartiere».  A questo proposito la grafica ricorda che si potrebbe anche spostare qui il mercatino che attualmente si svolge ai primi del mese in piazza Cavour: «Se lo facessero qui - puntualizza - richiamerebbe anche tanti antiquari da tutta la Toscana che nella sede attuale invece preferiscono non venire».  E Anna Laura Bachini sottolinea un altro aspetto della Venezia: di notte vive, (a volte anche troppo) grazie a pub e trattorie, il giorno è un mortorio. «Eppure in un quartiere come questo non ci devono essere solo birrerie e ristorantini - nota - ci vuole anche qualcosa di diverso, che funzioni anche di giorno». E la ricetta per incentivare l'apertura di nuovi negozi e laboratori artigiani è, secondo lei, anche quella del Centro Commerciale Naturale, ovvero l'aggregazione degli esercenti che lavorano insieme all'ente locale e alle organizzazioni di categoria per creare eventi ed occasioni di visita: «Oltretutto - sottolinea Bachini - si potrebbe anche accedere a finanziamenti ad hoc: in altri quartieri cittadini, vedi Borgo e Ardenza, lo hanno fatto. Perché non deve accadere anche qui?».  Infine una nota per i parcheggi: «Non è il problema principale, ma c'è anche questo - spiega la grafica - quelli che ci sono sono riservati ai residenti oppure, come quello di prossimità al varco della stazione marittima, è mal segnalato. Sarebbe opportuno invece creare qualche posto a pagamento anche per chi viene da fuori, e magari riservandocene qualcuno che potremmo pagare per offrirlo ai clienti». Roberto Cestari Soste di notte  LIVORNO.La notte, almeno in alcuni giorni della settimana, il quartiere si anima con una folla di giovani che prende d'assalto pub e ristorantini. Ma con la gente arrivano soste selvagge e problemi di convivenza con i residenti.

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di Redazione web